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Politica

Elezioni provinciali: ipotesi Cascella vs Spina, ma il sindaco di Bisceglie è il favorito

Dall'inciucio formale a quello sostanziale?


Manca ormai meno di un mese alle elezioni provinciali di secondo grado del 12 ottobre. Entro lunedì mattina dovranno infatti essere presentate le candidature. Una tornata elettorale frutto della finta abolizione delle province voluta dall'orrenda legge Delrio, nella quale il diritto di voto non è esercitato dai cittadini, ma da sindaci, consiglieri comunali e consiglieri provinciali uscenti del territorio. Le province, caso mai non fosse ancora chiaro, restano: è il diritto di voto dei cittadini che viene meno, oltre ad una riorganizzazione delle funzioni tra comuni, province e regioni, sulla quale la concertazione tra governo ed enti locali è ancora in corso, e il futuro ancora da definire. I nuovi amministratori (presidente, consiglieri, assemblea dei sindaci) eserciteranno la loro funzione a titolo gratuito, ma rimarranno in vigore i rimborsi spese annessi, come scritto nel mare magnum del recente decreto sulla Pubblica Amministrazione. A conferma del fatto che il diavolo si annida nei dettagli.

A tener banco in questi giorni nella Bat sono le voci sulle candidature, sulle quali si da subito si è fatto vivo lo spettro dell'inciucio tra destra e sinistra. Il nome più papabile per la successione a Francesco Ventola, è il sindaco di Bisceglie, Francesco Spina (Udc), lo stesso che un anno e mezzo fa minacciava il ritorno in provincia di Bari (viva la coerenza!). Dopo essere stato tirato per la giacchetta nelle ultime settimane prima da sinistra ed infine da destra, Spina si accinge infatti ad essere il candidato alla presidenza della Bat per il centrodestra (alternativa remota sarebbe il sindaco di Trinitapoli, Francesco Di Feo).

Nel centrosinistra, dopo aver perso Spina, lo sguardo sarebbe rivolto ai 4 sindaci della sua parte politica (ovvero quelli di Barletta, Canosa, San Ferdinando, Minervino), più o meno tutti alle prese con problemi a livello cittadino nelle rispettive maggioranze di governo. Motivo che potrebbe portare tra questi, alla scelta di Pasquale Cascella, che come noto non è esente da problemi nei rapporti interni alla sua maggioranza, ma evidentemente è quello che rispetto agli altri ne ha di meno. L'eventuale elezione di Cascella, d'altra parte, diventerebbe anche un nuovo spunto per dare fuoco alle polveri nel centrosinistra barlettano, sulla questione pendente della Giunta e delle richieste di rimpasto.

Sui numeri di queste elezioni, è un dato di fatto la prevalenza numerica del centrodestra, sia per il numero maggiore di amministrazioni di sua appartenenza, sia perchè l'orrenda legge Delrio ha previsto anche il voto ponderato, che nel caso della Bat attribuisce ad Andria il potere elettorale più alto. Da che parte penderà la bilancia, salvo nuove sorprese, è quindi già scontato. Nelle scorse settimane, il PD a livello regionale si è affrettato a negare i tentativi di ammucchiate trasversali che erano in corso nelle province pugliesi, ribadendo la volontà di schierare candidati di centrosinistra in tutte e sei le province pugliesi. La Bat era uno dei casi rimasti in bilico. Tuttavia, ora che l'inciucio formale sembrerebbe saltato, rischia comunque nella sostanza di essere attuato (volontariamente?). E l'eventuale candidatura di Cascella apparirebbe così solo un'atto dovuto per chiudere il cerchio di una competizione elettorale, dalla quale i cittadini restano rigorosamente esclusi.

Edoardo Centonze
Redazione di BarlettaViva
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