60^ anniversario di ordinazione sacerdotale per Don Raffaele Biancolillo
Ad officiare la celebrazione il Vescovo Luigi Mansi, unitamente al corpo sacerdotale di Canosa di Puglia
lunedì 29 giugno 2026
11.38
Ieri sera, presso la Chiesa dei Santi Francesco e Biagio, si è celebrata la Santa Messa in occasione del 60^ anniversario di ordinazione sacerdotale di Don Raffaele Biancolillo. Ad officiare la celebrazione il Vescovo Luigi Mansi, unitamente al corpo sacerdotale di Canosa di Puglia.
«Sessant'anni fa, il 29 giugno 1966, per l'imposizione delle mani di Mons. Francesco Brustia, la vita di don Raffaele - ha spiegato il Vescovo Luigi Mansi - veniva consacrata per sempre al servizio di Cristo e della Chiesa. Da quel giorno, la sua storia si è legata indissolubilmente a questa terra di Canosa di Puglia. C'è un filo d'oro che unisce la vocazione dei pilastri della Chiesa, Pietro e Paolo, alla fedeltà quotidiana e silenziosa del ministero di don Raffaele. Dai primi passi come Vicario parrocchiale nella Concattedrale di San Sabino, poi come Parroco della Parrocchia Beata Vergine del Carmelo (1973) e a Santa Teresa del Bambino Gesù (1989), fino agli anni intensi spesi qui, a San Francesco e Biagio (dal 2001 al 2016).
La sua missione è stata sempre quella di prendere per mano il popolo di Dio, di aiutarlo ad alzarsi nel nome di Gesù. Anche nel tuo servizio pastorale più sociale, come Presidente della Fondazione "Paolo e Lucia Pastore" o come Delegato per le Confraternite in amministrazione diocesana, lo scopo è sempre stato lo stesso: custodire la dignità dell'uomo e ravvivare la fede del popolo. Ogni anniversario sacerdotale, specialmente un traguardo così venerando come il 60° anno, ci ricorda che il sacerdozio è un mistero di elezione e di grazia. Non siamo noi a scegliere, è lui che ci sceglie. Guardando indietro al 1966, don Raffaele può fare sue le parole di Paolo. Attraverso le diverse stagioni della vita, i mutamenti storici e sociali di Canosa, l'unica costante è stata la fedeltà a quel Vangelo che ti è stato consegnato. Hai servito generazioni di canosini - ha concluso il Vescovo - battezzando i figli, sposando i giovani, accompagnando gli anziani, sempre annunciando non te stesso, ma il Cristo che ha trasformato la tua vita».
«Sessant'anni fa, il 29 giugno 1966, per l'imposizione delle mani di Mons. Francesco Brustia, la vita di don Raffaele - ha spiegato il Vescovo Luigi Mansi - veniva consacrata per sempre al servizio di Cristo e della Chiesa. Da quel giorno, la sua storia si è legata indissolubilmente a questa terra di Canosa di Puglia. C'è un filo d'oro che unisce la vocazione dei pilastri della Chiesa, Pietro e Paolo, alla fedeltà quotidiana e silenziosa del ministero di don Raffaele. Dai primi passi come Vicario parrocchiale nella Concattedrale di San Sabino, poi come Parroco della Parrocchia Beata Vergine del Carmelo (1973) e a Santa Teresa del Bambino Gesù (1989), fino agli anni intensi spesi qui, a San Francesco e Biagio (dal 2001 al 2016).
La sua missione è stata sempre quella di prendere per mano il popolo di Dio, di aiutarlo ad alzarsi nel nome di Gesù. Anche nel tuo servizio pastorale più sociale, come Presidente della Fondazione "Paolo e Lucia Pastore" o come Delegato per le Confraternite in amministrazione diocesana, lo scopo è sempre stato lo stesso: custodire la dignità dell'uomo e ravvivare la fede del popolo. Ogni anniversario sacerdotale, specialmente un traguardo così venerando come il 60° anno, ci ricorda che il sacerdozio è un mistero di elezione e di grazia. Non siamo noi a scegliere, è lui che ci sceglie. Guardando indietro al 1966, don Raffaele può fare sue le parole di Paolo. Attraverso le diverse stagioni della vita, i mutamenti storici e sociali di Canosa, l'unica costante è stata la fedeltà a quel Vangelo che ti è stato consegnato. Hai servito generazioni di canosini - ha concluso il Vescovo - battezzando i figli, sposando i giovani, accompagnando gli anziani, sempre annunciando non te stesso, ma il Cristo che ha trasformato la tua vita».