Amministrative ad Andria, Trani e Minervino, il commento del Partito Democratico di Canosa
«Il campo progressista ha dimostrato che si può governare bene»
giovedì 11 giugno 2026
15.23
«Le vittorie di Andria, Minervino e Trani consegnano un risultato netto, che non è un incidente della storia, ma il risultato concreto di una crisi strutturale della destra locale, incapace da anni di costruire una vera classe dirigente e di offrire ai cittadini un progetto di governo credibile», è la nota del partito Democratico sul risultato delle elezioni amministrative.
«Ad Andria, la riconferma di Giovanna Bruno, con oltre il 77% dei consensi non è una semplice vittoria elettorale, ma la conferma che una amministrazione seria, trasparente e competente è capace di restituire dignità ad una città e di consolidare il proprio consenso politico. Il Partito Democratico si conferma primo partito cittadino con il 21,38% segnale di un lavoro di radicamento sul territorio. Di fronte a questo scenario il centro destra è quasi del tutto inesistente: la Lega si ferma al 4%, Forza Italia al 5% e Fratelli d'Italia non arriva nemmeno al 10%. Questo quadro ci restituisce un centrodestra locale che non sa - o non vuole - costruire nulla di serio».
«A Minervino Massimiliano Bevilacqua, con la lista "Minervino Visione Comune" ribalta il pronostico e vince contro l'amministrazione uscente di centrodestra. Qui ho respirato l'aria del cambiamento, il desiderio della svolta. Il progetto civico e progressista ha saputo rompere il consueto sistema di potere ridando dignità a tanti minervinesi delusi e stanchi, che sono stati riportati al centro di un programma di governo».
«A Trani, Marco Galiano vince al ballottaggio dopo un primo turno già abbastanza chiaro: 41% contro il 30% del candidato del centrodestra. Qui ha vinto il dialogo, la trasparenza, il confronto, l'ascolto, tutte caratteristiche che mancavano all'offerta politica del centrodestra. Il Partito Democratico è il primo partito anche a Trani, mentre Fratelli d'Italia si ferma al 12%. Galiano ha saputo costruire una coalizione aperta alla città, capace e forte».
«Sarebbe un errore, quindi, leggere questo 3-0 come un semplice risultato elettorale. Questo è il frutto del vuoto assoluto che il centrodestra rappresenta oggi nella BAT. Il problema non è la classe dirigente, ma la sua totale assenza. Un modello che nel tempo ha premiato i singoli ma non la squadra, ha creato leader ma non visioni di gruppo. Insomma, chi parla di restanza (tema importantissimo per il sud, ma spesso utilizzato solo come slogan vuoto), ha deciso che prima ancora dei giovani, a fuggire dalla BAT sarà la classe dirigente del centrodestra».
«Il campo progressista ha dimostrato che si può governare bene, che si possono costruire coalizioni serie basate sul dialogo e che si può dialogare con rispetto con i cittadini. Nel frattempo la destra, piuttosto che ammettere la sconfitta e porsi degli interrogativi strutturali, invita esponenti nazionali, abili nella distrazione di massa, per nascondere la polvere sotto al tappeto e fingere che l'emergenza non esista. Italo Bocchino, più che ad elogiare Giorgia Meloni con il suo libro, dovrebbe venire a rianimare un campo distrutto, quello del centrodestra», così termina la nota.
«Ad Andria, la riconferma di Giovanna Bruno, con oltre il 77% dei consensi non è una semplice vittoria elettorale, ma la conferma che una amministrazione seria, trasparente e competente è capace di restituire dignità ad una città e di consolidare il proprio consenso politico. Il Partito Democratico si conferma primo partito cittadino con il 21,38% segnale di un lavoro di radicamento sul territorio. Di fronte a questo scenario il centro destra è quasi del tutto inesistente: la Lega si ferma al 4%, Forza Italia al 5% e Fratelli d'Italia non arriva nemmeno al 10%. Questo quadro ci restituisce un centrodestra locale che non sa - o non vuole - costruire nulla di serio».
«A Minervino Massimiliano Bevilacqua, con la lista "Minervino Visione Comune" ribalta il pronostico e vince contro l'amministrazione uscente di centrodestra. Qui ho respirato l'aria del cambiamento, il desiderio della svolta. Il progetto civico e progressista ha saputo rompere il consueto sistema di potere ridando dignità a tanti minervinesi delusi e stanchi, che sono stati riportati al centro di un programma di governo».
«A Trani, Marco Galiano vince al ballottaggio dopo un primo turno già abbastanza chiaro: 41% contro il 30% del candidato del centrodestra. Qui ha vinto il dialogo, la trasparenza, il confronto, l'ascolto, tutte caratteristiche che mancavano all'offerta politica del centrodestra. Il Partito Democratico è il primo partito anche a Trani, mentre Fratelli d'Italia si ferma al 12%. Galiano ha saputo costruire una coalizione aperta alla città, capace e forte».
«Sarebbe un errore, quindi, leggere questo 3-0 come un semplice risultato elettorale. Questo è il frutto del vuoto assoluto che il centrodestra rappresenta oggi nella BAT. Il problema non è la classe dirigente, ma la sua totale assenza. Un modello che nel tempo ha premiato i singoli ma non la squadra, ha creato leader ma non visioni di gruppo. Insomma, chi parla di restanza (tema importantissimo per il sud, ma spesso utilizzato solo come slogan vuoto), ha deciso che prima ancora dei giovani, a fuggire dalla BAT sarà la classe dirigente del centrodestra».
«Il campo progressista ha dimostrato che si può governare bene, che si possono costruire coalizioni serie basate sul dialogo e che si può dialogare con rispetto con i cittadini. Nel frattempo la destra, piuttosto che ammettere la sconfitta e porsi degli interrogativi strutturali, invita esponenti nazionali, abili nella distrazione di massa, per nascondere la polvere sotto al tappeto e fingere che l'emergenza non esista. Italo Bocchino, più che ad elogiare Giorgia Meloni con il suo libro, dovrebbe venire a rianimare un campo distrutto, quello del centrodestra», così termina la nota.