Beni pubblici, Canosa Bene Comune: «Devono essere accessibili. Devono produrre cultura e opportunità»
La nota integrale del gruppo
giovedì 12 febbraio 2026
9.07
«I beni pubblici devono vivere. Devono essere accessibili. Devono produrre cultura e opportunità. È da qui che parte la nostra presa di posizione. Come Canosa Bene Comune riteniamo non più rinviabile una strategia chiara e verificabile sulla gestione e sulla valorizzazione degli immobili comunali. La città possiede strutture di enorme valore storico e simbolico che continuano però a funzionare a intermittenza, senza informazioni pubbliche complete e senza una programmazione capace di garantire continuità», è la riflessione del gruppo Canosa Bene Comune sulla valorizzazione dei beni pubblici.
«La trasparenza amministrativa prevista dalla legge non è un adempimento formale. È un diritto dei cittadini.- aggiungono - Teatro Lembo Il teatro è mantenuto anche grazie alle risorse della collettività. Per questo pretendiamo che ogni forma di utilizzo degli spazi sia pienamente conoscibile. Vogliamo sapere chi gestisce i laboratori musicali, con quali criteri si accede, quali siano i costi o le gratuità, quali strumenti siano realmente disponibili, quali opportunità vengano garantite ai giovani e alle associazioni. Sono informazioni basilari. Non possono restare patrimonio di pochi».
«Riteniamo inoltre necessario aprire una fase nuova nella gestione della struttura, aumentando i giorni di attività, costruendo collaborazioni stabili con scuole e operatori culturali e facendo del teatro un presidio quotidiano, non episodico. Palazzo Carmelitani: Un contenitore prestigioso non può vivere di aperture limitate. Chiediamo che diventi uno spazio operativo per tutto l'anno, attraverso bandi pubblici e una direzione definita, capace di ospitare mostre, formazione, residenze artistiche, luoghi per lo studio e per il lavoro culturale. Tenere acceso un palazzo significa anche rigenerare il quartiere, riportare presenze, sicurezza, economia urbana. Lasciarlo a mezzo servizio significa rinunciare a tutto questo».
«Palazzo Iliceto e Palazzo Casieri: Su questi immobili la comunità merita risposte precise. Qual è lo stato attuale? Quali interventi sono programmati o finanziati? Quale destinazione si intende dare? Quando potranno essere aperti? Senza certezze, nessuno può progettare, investire energie o proporre collaborazioni. L'assenza di informazioni blocca lo sviluppo. Beni confiscati alla criminalità organizzata Chiediamo la pubblicazione di dati aggiornati su ubicazione, condizioni e procedure di assegnazione. La normativa parla chiaro: devono tornare alla collettività. Ma perché ciò avvenga davvero, serve piena conoscibilità e serve il coraggio di attivare percorsi pubblici e competitivi. Per noi la questione è semplice: gli immobili comunali non possono restare spazi potenziali. Devono diventare luoghi reali di vita civile. Meno attese, più decisioni».
«Meno opacità, più trasparenza. Meno chiusure, più comunità. Come Canosa Bene Comune siamo pronti al confronto, ma chiediamo tempi certi e impegni verificabili. Canosa non può più aspettare», concludono.
«La trasparenza amministrativa prevista dalla legge non è un adempimento formale. È un diritto dei cittadini.- aggiungono - Teatro Lembo Il teatro è mantenuto anche grazie alle risorse della collettività. Per questo pretendiamo che ogni forma di utilizzo degli spazi sia pienamente conoscibile. Vogliamo sapere chi gestisce i laboratori musicali, con quali criteri si accede, quali siano i costi o le gratuità, quali strumenti siano realmente disponibili, quali opportunità vengano garantite ai giovani e alle associazioni. Sono informazioni basilari. Non possono restare patrimonio di pochi».
«Riteniamo inoltre necessario aprire una fase nuova nella gestione della struttura, aumentando i giorni di attività, costruendo collaborazioni stabili con scuole e operatori culturali e facendo del teatro un presidio quotidiano, non episodico. Palazzo Carmelitani: Un contenitore prestigioso non può vivere di aperture limitate. Chiediamo che diventi uno spazio operativo per tutto l'anno, attraverso bandi pubblici e una direzione definita, capace di ospitare mostre, formazione, residenze artistiche, luoghi per lo studio e per il lavoro culturale. Tenere acceso un palazzo significa anche rigenerare il quartiere, riportare presenze, sicurezza, economia urbana. Lasciarlo a mezzo servizio significa rinunciare a tutto questo».
«Palazzo Iliceto e Palazzo Casieri: Su questi immobili la comunità merita risposte precise. Qual è lo stato attuale? Quali interventi sono programmati o finanziati? Quale destinazione si intende dare? Quando potranno essere aperti? Senza certezze, nessuno può progettare, investire energie o proporre collaborazioni. L'assenza di informazioni blocca lo sviluppo. Beni confiscati alla criminalità organizzata Chiediamo la pubblicazione di dati aggiornati su ubicazione, condizioni e procedure di assegnazione. La normativa parla chiaro: devono tornare alla collettività. Ma perché ciò avvenga davvero, serve piena conoscibilità e serve il coraggio di attivare percorsi pubblici e competitivi. Per noi la questione è semplice: gli immobili comunali non possono restare spazi potenziali. Devono diventare luoghi reali di vita civile. Meno attese, più decisioni».
«Meno opacità, più trasparenza. Meno chiusure, più comunità. Come Canosa Bene Comune siamo pronti al confronto, ma chiediamo tempi certi e impegni verificabili. Canosa non può più aspettare», concludono.