Il volto di Lino Banfi alla mostra "Sguardi sul cinema” del Bif&st
La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile fino al 12 aprile
lunedì 23 marzo 2026
9.58
Bari torna a essere la capitale del grande schermo. Fino a sabato 21 marzo, il capoluogo pugliese ospita la 17ª edizione del Bif&st - Bari International Film&TV Festival. Prodotta da Apulia Film Commission e diretta dal critico Oscar Iarussi, la kermesse propone otto giorni di anteprime, retrospettive, incontri gratuiti, premi alla carriera all'insegna del buon cinema italiano e internazionale.
Il festival ha preso il via sabato 21 marzo con la proiezione de "Il Dio dell'amore" e la consegna del premio a Kasia Smutniak. Ma l'attesa è tutta per la giornata conclusiva del 28 marzo che si preannuncia come un "evento nell'evento". Sul palco, infatti, saliranno la coppia d'oro Checco Zalone e Gennaro Nunziante e il "nonno d'Italia" Lino Banfi, che riceverà il premio alla carriera in occasione dell'anteprima di "Lino d'Italia - Storia di un italieno", il documentario di Marco Spagnoli.
Oltre alle proiezioni, il Bif&st ha nel proprio cartellone anche delle mostre artistiche. Al Palazzo Starita è aperta, fino al 12 aprile, "Sembra ch'è passato un giorno", curata da Silvio Danese. Un racconto audio - fotografico che, tra materiali d'archivio e registrazioni sonore, attraversa la storia del cinema italiano.
Ma la mostra più chiacchierata e più in voga di questa edizione è "Sguardi sul cinema", ospitata al Teatro Margherita. Realizzata dall'associazione Scart e promossa dal Comune di Bari, dalla Regione Puglia e dal Gruppo Hera, in collaborazione con le Accademie di Belle Arti di Bologna, Firenze e Ravenna, la mostra si distingue per l'originalità delle opere, tutte realizzate con rifiuti industriali come sfridi di gomma, flaconi di plastica, ritagli di tessuto, pulper di cartiera e fili di rame.
46 ritratti figurano i volti di leggende del cinema: Massimo Troisi, Anna Magnani, Pierfrancesco Favino, Claudia Cardinale, Sophia Loren, Gerard Depardieu e molto altro. Non solo ritratti ma anche alcune scene cult dei film, come il famoso bacio nella fontana di trevi de La dolce vita di Fellini, oppure momenti de La voce della luna con Roberto Benigni e Paolo Villaggio.
Tra i volti incorniciati c'è anche Lino Banfi, realizzato interamente con bottoni, resti di scarpe di gomma e altri oggetti riciclati.
La tecnica utilizzata è sorprendente e crea un effetto visivo davvero senza eguali: da vicino l'opera appare come un caos di scarti industriali ma, allontanandosi, i volti prendono vita con un realismo quasi fotografico.
Il festival ha preso il via sabato 21 marzo con la proiezione de "Il Dio dell'amore" e la consegna del premio a Kasia Smutniak. Ma l'attesa è tutta per la giornata conclusiva del 28 marzo che si preannuncia come un "evento nell'evento". Sul palco, infatti, saliranno la coppia d'oro Checco Zalone e Gennaro Nunziante e il "nonno d'Italia" Lino Banfi, che riceverà il premio alla carriera in occasione dell'anteprima di "Lino d'Italia - Storia di un italieno", il documentario di Marco Spagnoli.
Oltre alle proiezioni, il Bif&st ha nel proprio cartellone anche delle mostre artistiche. Al Palazzo Starita è aperta, fino al 12 aprile, "Sembra ch'è passato un giorno", curata da Silvio Danese. Un racconto audio - fotografico che, tra materiali d'archivio e registrazioni sonore, attraversa la storia del cinema italiano.
Ma la mostra più chiacchierata e più in voga di questa edizione è "Sguardi sul cinema", ospitata al Teatro Margherita. Realizzata dall'associazione Scart e promossa dal Comune di Bari, dalla Regione Puglia e dal Gruppo Hera, in collaborazione con le Accademie di Belle Arti di Bologna, Firenze e Ravenna, la mostra si distingue per l'originalità delle opere, tutte realizzate con rifiuti industriali come sfridi di gomma, flaconi di plastica, ritagli di tessuto, pulper di cartiera e fili di rame.
46 ritratti figurano i volti di leggende del cinema: Massimo Troisi, Anna Magnani, Pierfrancesco Favino, Claudia Cardinale, Sophia Loren, Gerard Depardieu e molto altro. Non solo ritratti ma anche alcune scene cult dei film, come il famoso bacio nella fontana di trevi de La dolce vita di Fellini, oppure momenti de La voce della luna con Roberto Benigni e Paolo Villaggio.
Tra i volti incorniciati c'è anche Lino Banfi, realizzato interamente con bottoni, resti di scarpe di gomma e altri oggetti riciclati.
La tecnica utilizzata è sorprendente e crea un effetto visivo davvero senza eguali: da vicino l'opera appare come un caos di scarti industriali ma, allontanandosi, i volti prendono vita con un realismo quasi fotografico.