La Fondazione Archeologica Canosina premiata dalla Procura Generale di Bari per l'impegno nell'antimafia sociale
«Questo premio - spiega il presidente Fontana - dimostra che la tutela della nostra identità storica può e deve essere un presidio di legalità sul territorio»
venerdì 22 maggio 2026
11.47
Oggi, 22 maggio 2026, in occasione del 34° anniversario della strage di Capaci e nel ricordo, in particolare, del giudice Giovanni Falcone, la Fondazione Archeologica Canosina ha ricevuto un prestigioso riconoscimento per l'impegno nell'antimafia sociale e nella legalità. Nella solenne cornice dell'Aula Magna della Corte di Appello di Bari, il Procuratore Generale dott. Leonardo Leone de Castris ha consegnato il premio al nostro Presidente, Sergio Fontana. La magistratura ha voluto premiare il valore dei nostri progetti di giustizia riparativa e messa alla prova, portati avanti in stretta sinergia con il Tribunale di Trani.
«Crediamo fermamente - affermano dalla FAC - che la cultura e la bellezza non siano solo elementi da ammirare, ma potenti strumenti di rieducazione e riscatto sociale. Attraverso la nostra convenzione (ispirata ai principi della Riforma Cartabia), accogliamo persone condannate per reati minori per svolgere lavori di pubblica utilità».
«Questo premio - spiega il presidente Fontana - dimostra che la tutela della nostra identità storica può e deve essere un presidio di legalità sul territorio. Accogliere e rieducare è la nostra risposta concreta alla criminalità" le parole con le quali il Presidente Fontana ha ritirato il premio che ha dedicato a tutti i 300 soci. Grazie alla Procura Generale di Bari per questo immenso riconoscimento, al Procuratore di Trani Renato Nitti che ha ispirato questo progetto, alle istituzioni che credono nel nostro operato e a tutta la comunità di Canosa che, fin dal 1993, sostiene la Fondazione con ardore e dedizione. Continueremo a difendere la nostra Storia, un passo alla volta, nella legalità».
«Crediamo fermamente - affermano dalla FAC - che la cultura e la bellezza non siano solo elementi da ammirare, ma potenti strumenti di rieducazione e riscatto sociale. Attraverso la nostra convenzione (ispirata ai principi della Riforma Cartabia), accogliamo persone condannate per reati minori per svolgere lavori di pubblica utilità».
«Questo premio - spiega il presidente Fontana - dimostra che la tutela della nostra identità storica può e deve essere un presidio di legalità sul territorio. Accogliere e rieducare è la nostra risposta concreta alla criminalità" le parole con le quali il Presidente Fontana ha ritirato il premio che ha dedicato a tutti i 300 soci. Grazie alla Procura Generale di Bari per questo immenso riconoscimento, al Procuratore di Trani Renato Nitti che ha ispirato questo progetto, alle istituzioni che credono nel nostro operato e a tutta la comunità di Canosa che, fin dal 1993, sostiene la Fondazione con ardore e dedizione. Continueremo a difendere la nostra Storia, un passo alla volta, nella legalità».