Strascinando 2026, ieri presso l’Aula Consiliare la cerimonia conclusiva
Ad aggiudicarsi il primo posto è stata “La Casa del Caffè”
venerdì 4 settembre 2026
15.32
Anche quest'anno la III^ edizione di "Strascinando" ha saputo coinvolgere cittadini, attività, associazioni e istituzioni nel segno della tradizione gastronomica locale. La manifestazione, insieme alla IX edizione di "Tipicamente", ha riscosso un significativo successo, confermandosi come uno degli appuntamenti capaci di raccontare e valorizzare l'identità della comunità canosina. Organizzata dalla Pro Loco di Canosa di Puglia, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale e con l'Accademia del Grano Arso, l'edizione di quest'anno ha introdotto per la prima volta la premiazione del miglior piatto, svoltasi ieri pomeriggio presso l'Aula Consiliare di Palazzo di Città.
È proprio dalla consapevolezza che la cucina tradizionale è memoria, cultura e storia che nasce e si rafforza "Strascinando": una manifestazione che non vuole soltanto celebrare un piatto, ma costruire attorno ad esso un percorso di conoscenza, promozione e valorizzazione. La manifestazione si è trasformata così in un momento di confronto tra le attività del territorio, chiamate a proporre la propria interpretazione dello Strascinato di grano arso, riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) e inserito nell'elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF).
A prendere parte alla cerimonia sono stati l'Assessore alla Cultura Cristina Saccinto, la consigliera comunale Antonia Sinesi, i consiglieri comunali Vito Gaeta e Vincenzo Gallo, il Presidente della Pro Loco Elia Marro e il Presidente dell'Accademia del Grano Arso Nunzio Margiotta. La giuria, composta da Antonia Sinesi, Pino Grisorio, Nunzio Margiotta, Elia Marro e Innocente Galluzzi, ha valutato le proposte sulla base di cinque criteri, per un totale di 100 punti: identità territoriale, aderenza alla tradizione dello Strascinato, qualità delle materie prime, qualità organolettica e presentazione. Una valutazione pensata per mettere in relazione tradizione e creatività, qualità e identità, tecnica e territorio, premiando la capacità di reinterpretare un prodotto della memoria senza alterarne l'anima.
Ad aggiudicarsi il primo posto è stata "La Casa del Caffè", con lo Strascinato di grano arso con pomodorino affumicato, cima di zucca e polvere di tarallo. La giuria ha riconosciuto nel piatto una particolare capacità di valorizzare l'identità del prodotto, attraverso un equilibrio armonico tra materie prime, sapori del territorio e creatività. Una proposta capace di rispettare la matrice tradizionale dello Strascinato,
reinterpretandola con originalità e sensibilità.
Il secondo posto è andato a "MUSA", con gli Strascinati di grano arso ai tre pomodorini – datterino giallo, corbarino e datterino rosso – con cacio ricotta murgese e terra di oliva nera. Una preparazione apprezzata per la qualità delle materie prime, l'equilibrio organolettico, capace di esprimere una lettura contemporanea dello Strascinato mantenendo ben riconoscibile il suo legame con il territorio e con la tradizione gastronomica locale.
Il terzo posto è stato assegnato a "La Leggenda della Sirenetta", con una proposta a base di strascinati di grano arso prodotti da Apulia shop, baccalà, pomodorini giallo e rosso con fiori di zucca. La giuria ha premiato la capacità di creare un originale connubio tra la tradizione dello Strascinato e i sapori di terra e mare, valorizzando la semplicità degli ingredienti attraverso una lettura moderna, equilibrata e caratterizzata da una precisa identità gastronomica. La classifica individua i primi tre, ma il vero vincitore è l'intero territorio, perché tutte le attività partecipanti hanno contribuito alla valorizzazione dello Strascinato di grano arso.
Particolarmente significativo anche il valore dei premi destinati ai primi tre classificati, realizzati dall'artista canosina Caterina Cannati, in arte Katos, eccellenza del territorio, che ha scelto di rappresentare alcuni dei più importanti simboli della storia e dell'identità di Canosa di Puglia. Le opere riproducono San Leucio, un particolare della Porta di bronzo del Mausoleo di Boemondo e un particolare del Portagioielli della Principessa Opaka. Un riconoscimento che va quindi oltre il semplice premio: le opere di Katos diventano parte integrante del racconto della manifestazione, mettendo in relazione gastronomia, arte, storia e cultura e trasformando la premiazione in un ulteriore momento di valorizzazione del patrimonio canosino.
"Strascinando" conferma così la volontà di valorizzare lo Strascinato di grano arso non soltanto come espressione della tradizione gastronomica, ma come patrimonio identitario della comunità. Un prodotto che racconta la storia agricola e gastronomica di Canosa di Puglia e attorno al quale la manifestazione costruisce un percorso capace di unire memoria e innovazione, tradizione e creatività, promozione del territorio e valorizzazione delle sue eccellenze. La cucina tradizionale, infatti, non è soltanto ciò che portiamo a tavola: è memoria, cultura e storia. È il racconto di una comunità e delle generazioni che hanno custodito e tramandato saperi, gesti e sapori. Ed è proprio nella capacità di custodire queste radici e, al tempo stesso, di rinnovarle che "Strascinando" trova il suo significato più autentico: premiare significa riconoscere il valore di ciascuno, ma il vero successo è aver fatto vincere insieme una tradizione, un territorio e una comunità.
È proprio dalla consapevolezza che la cucina tradizionale è memoria, cultura e storia che nasce e si rafforza "Strascinando": una manifestazione che non vuole soltanto celebrare un piatto, ma costruire attorno ad esso un percorso di conoscenza, promozione e valorizzazione. La manifestazione si è trasformata così in un momento di confronto tra le attività del territorio, chiamate a proporre la propria interpretazione dello Strascinato di grano arso, riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) e inserito nell'elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF).
A prendere parte alla cerimonia sono stati l'Assessore alla Cultura Cristina Saccinto, la consigliera comunale Antonia Sinesi, i consiglieri comunali Vito Gaeta e Vincenzo Gallo, il Presidente della Pro Loco Elia Marro e il Presidente dell'Accademia del Grano Arso Nunzio Margiotta. La giuria, composta da Antonia Sinesi, Pino Grisorio, Nunzio Margiotta, Elia Marro e Innocente Galluzzi, ha valutato le proposte sulla base di cinque criteri, per un totale di 100 punti: identità territoriale, aderenza alla tradizione dello Strascinato, qualità delle materie prime, qualità organolettica e presentazione. Una valutazione pensata per mettere in relazione tradizione e creatività, qualità e identità, tecnica e territorio, premiando la capacità di reinterpretare un prodotto della memoria senza alterarne l'anima.
Ad aggiudicarsi il primo posto è stata "La Casa del Caffè", con lo Strascinato di grano arso con pomodorino affumicato, cima di zucca e polvere di tarallo. La giuria ha riconosciuto nel piatto una particolare capacità di valorizzare l'identità del prodotto, attraverso un equilibrio armonico tra materie prime, sapori del territorio e creatività. Una proposta capace di rispettare la matrice tradizionale dello Strascinato,
reinterpretandola con originalità e sensibilità.
Il secondo posto è andato a "MUSA", con gli Strascinati di grano arso ai tre pomodorini – datterino giallo, corbarino e datterino rosso – con cacio ricotta murgese e terra di oliva nera. Una preparazione apprezzata per la qualità delle materie prime, l'equilibrio organolettico, capace di esprimere una lettura contemporanea dello Strascinato mantenendo ben riconoscibile il suo legame con il territorio e con la tradizione gastronomica locale.
Il terzo posto è stato assegnato a "La Leggenda della Sirenetta", con una proposta a base di strascinati di grano arso prodotti da Apulia shop, baccalà, pomodorini giallo e rosso con fiori di zucca. La giuria ha premiato la capacità di creare un originale connubio tra la tradizione dello Strascinato e i sapori di terra e mare, valorizzando la semplicità degli ingredienti attraverso una lettura moderna, equilibrata e caratterizzata da una precisa identità gastronomica. La classifica individua i primi tre, ma il vero vincitore è l'intero territorio, perché tutte le attività partecipanti hanno contribuito alla valorizzazione dello Strascinato di grano arso.
Particolarmente significativo anche il valore dei premi destinati ai primi tre classificati, realizzati dall'artista canosina Caterina Cannati, in arte Katos, eccellenza del territorio, che ha scelto di rappresentare alcuni dei più importanti simboli della storia e dell'identità di Canosa di Puglia. Le opere riproducono San Leucio, un particolare della Porta di bronzo del Mausoleo di Boemondo e un particolare del Portagioielli della Principessa Opaka. Un riconoscimento che va quindi oltre il semplice premio: le opere di Katos diventano parte integrante del racconto della manifestazione, mettendo in relazione gastronomia, arte, storia e cultura e trasformando la premiazione in un ulteriore momento di valorizzazione del patrimonio canosino.
"Strascinando" conferma così la volontà di valorizzare lo Strascinato di grano arso non soltanto come espressione della tradizione gastronomica, ma come patrimonio identitario della comunità. Un prodotto che racconta la storia agricola e gastronomica di Canosa di Puglia e attorno al quale la manifestazione costruisce un percorso capace di unire memoria e innovazione, tradizione e creatività, promozione del territorio e valorizzazione delle sue eccellenze. La cucina tradizionale, infatti, non è soltanto ciò che portiamo a tavola: è memoria, cultura e storia. È il racconto di una comunità e delle generazioni che hanno custodito e tramandato saperi, gesti e sapori. Ed è proprio nella capacità di custodire queste radici e, al tempo stesso, di rinnovarle che "Strascinando" trova il suo significato più autentico: premiare significa riconoscere il valore di ciascuno, ma il vero successo è aver fatto vincere insieme una tradizione, un territorio e una comunità.