Stretta della Polizia Locale sull'abbandono dei rifiuti, denunciate 18 persone
Il Comando della Locale ha svolto un'articolata attività investigativa, anche a seguito di specifiche deleghe ricevute dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani
mercoledì 30 settembre 2026
12.20
Prosegue a Canosa di Puglia l'attività della Polizia Locale per contrastare il fenomeno dell'abbandono incontrollato dei rifiuti, con particolare attenzione all'area del centro storico. Nel corso del 2026, il Comando della Polizia Locale ha svolto un'articolata attività investigativa, anche a seguito di specifiche deleghe ricevute dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, finalizzata all'individuazione dei responsabili degli abbandoni.
L'attività della Polizia Locale, infatti, si inserisce in un più ampio percorso perseguito dalla Procura della Repubblica di Trani di contrasto alle condotte che danneggiano il territorio e incidono direttamente sulla qualità della vita della comunità e di tutti i reati ambientali, nei confronti dei quali viene mantenuta una linea di particolare attenzione e rigore.
Un'attività tutt'altro che semplice, resa possibile anche grazie all'impiego dei sistemi di videosorveglianza presenti sul territorio ed al lavoro di osservazione ed indagine svolto dagli agenti della Polizia Locale. Per arrivare all'identificazione degli autori degli abbandoni, infatti, è necessario un lungo e certosino lavoro di visualizzazione, osservazione ed analisi di numerose ore di registrazione, per ricostruire comportamenti, movimenti e circostanze utili all'identificazione dei soggetti. Il lavoro investigativo ha portato, fino a questo momento, alla denuncia di 18 persone per il reato di abbandono di rifiuti, previsto dall'articolo 255 del Testo Unico Ambientale, con conseguente irrogazione ed esecuzione delle sanzioni pecuniarie, amministrative o penali, previste dalla legge.
La normativa prevede pene particolarmente gravose per coloro che abbandonano rifiuti. Il reato di abbandono di rifiuti, infatti, è punito con l'ammenda da € 1.500 ad € 18.000, oltre alla sospensione della patente di guida, se l'abbandono è commesso con veicoli a motore e, in ipotesi particolari, con la reclusione da 6 mesi a 5 anni. La normativa prevede una speciale causa di estinzione del reato tramite l'adempimento di prescrizioni tecniche atte ad eliminare il pericolo per l'ambiente e il pagamento di una somma pari ad un quarto del massimo dell'ammenda, ovvero € 4.500. Ma l'attività di controllo svolta dalla Polizia Locale non riguarda soltanto gli abbandoni che assumono rilevanza penale. Accanto alle denunce, la Polizia Locale sta contrastando anche il fenomeno dell'abbandono di rifiuti in prossimità dei cestini stradali, condotta che viene perseguita sul piano amministrativo, con sanzioni fino a 1.000 euro, oltre al fermo amministrativo del veicolo utilizzato, secondo quanto previsto dalla disciplina applicabile.
L'obiettivo non è soltanto sanzionare, ma contribuire a restituire alla città spazi decorosi, puliti e salubri, tutelando il centro storico e l'intero territorio comunale. Il rispetto dell'ambiente, tuttavia, non può essere affidato esclusivamente ai controlli delle forze di polizia. Serve la collaborazione di tutti. L'invito rivolto ai cittadini è quindi semplice: rispettare l'ambiente significa rispettare sé stessi, gli altri e la propria città. Canosa è patrimonio di chi la abita e mantenerla pulita e decorosa è una responsabilità collettiva.
L'attività della Polizia Locale, infatti, si inserisce in un più ampio percorso perseguito dalla Procura della Repubblica di Trani di contrasto alle condotte che danneggiano il territorio e incidono direttamente sulla qualità della vita della comunità e di tutti i reati ambientali, nei confronti dei quali viene mantenuta una linea di particolare attenzione e rigore.
Un'attività tutt'altro che semplice, resa possibile anche grazie all'impiego dei sistemi di videosorveglianza presenti sul territorio ed al lavoro di osservazione ed indagine svolto dagli agenti della Polizia Locale. Per arrivare all'identificazione degli autori degli abbandoni, infatti, è necessario un lungo e certosino lavoro di visualizzazione, osservazione ed analisi di numerose ore di registrazione, per ricostruire comportamenti, movimenti e circostanze utili all'identificazione dei soggetti. Il lavoro investigativo ha portato, fino a questo momento, alla denuncia di 18 persone per il reato di abbandono di rifiuti, previsto dall'articolo 255 del Testo Unico Ambientale, con conseguente irrogazione ed esecuzione delle sanzioni pecuniarie, amministrative o penali, previste dalla legge.
La normativa prevede pene particolarmente gravose per coloro che abbandonano rifiuti. Il reato di abbandono di rifiuti, infatti, è punito con l'ammenda da € 1.500 ad € 18.000, oltre alla sospensione della patente di guida, se l'abbandono è commesso con veicoli a motore e, in ipotesi particolari, con la reclusione da 6 mesi a 5 anni. La normativa prevede una speciale causa di estinzione del reato tramite l'adempimento di prescrizioni tecniche atte ad eliminare il pericolo per l'ambiente e il pagamento di una somma pari ad un quarto del massimo dell'ammenda, ovvero € 4.500. Ma l'attività di controllo svolta dalla Polizia Locale non riguarda soltanto gli abbandoni che assumono rilevanza penale. Accanto alle denunce, la Polizia Locale sta contrastando anche il fenomeno dell'abbandono di rifiuti in prossimità dei cestini stradali, condotta che viene perseguita sul piano amministrativo, con sanzioni fino a 1.000 euro, oltre al fermo amministrativo del veicolo utilizzato, secondo quanto previsto dalla disciplina applicabile.
L'obiettivo non è soltanto sanzionare, ma contribuire a restituire alla città spazi decorosi, puliti e salubri, tutelando il centro storico e l'intero territorio comunale. Il rispetto dell'ambiente, tuttavia, non può essere affidato esclusivamente ai controlli delle forze di polizia. Serve la collaborazione di tutti. L'invito rivolto ai cittadini è quindi semplice: rispettare l'ambiente significa rispettare sé stessi, gli altri e la propria città. Canosa è patrimonio di chi la abita e mantenerla pulita e decorosa è una responsabilità collettiva.