Vendita Eurospar in zona 167, Canosa Bene Comune: "Affare del secolo ma non per i canosini"

La nota del Presidente del Comitato Michele Marcovecchio

domenica 26 luglio 2026 13.08
"Con l'asta da 2,4 milioni per il Cine-Teatro Banfi, l'Amministrazione priva la città di 150.000€ all'anno. I partiti si svegliano per i voti, dopo le figuracce del referendum farsa. Noi - spiega il Presidente del Comitato Michele Marcovecchio - denunciamo questa follia da mesi. Sulla svendita dell'ex mercato coperto di via Falcone, la politica locale offre il solito spettacolo avvilente. Da un lato c'è un'Amministrazione guidata da un Sindaco che, dopo il fragoroso silenzio sul fallimento dell'"Affare Scorpion", sbandierato in pompa magna alla città e poi svanito nel nulla, adesso decide di far cassa svendendo all'asta un bene pubblico da 2,4 milioni di euro per un Cine-Teatro di cui nessuno conosce i costi reali e le coperture definitive.

Dall'altro - continua Marcovecchio - ci sono i partiti di opposizione che, a ridosso della campagna elettorale, si risvegliano dal torpore. Gli stessi che a febbraio avevano promesso mari e monti con l'idea bizzarra di un referendum, una trovata finita opportunamente nel dimenticatoio dopo essersi rivelata per quello che era: un'uscita improvvisata e priva di sostanza. Oggi, per calcolo elettorale, scoprono che il tema esiste.

Il Comitato Canosa Bene Comune denunzia questa follia da mesi, senza calcoli di bottega e senza trovate ad effetto. Quale privato venderebbe un immobile capace di garantire 150.000 euro all'anno di entrate certe per incassare una cifra una tantum? Nessuno. Perdere questo flusso costante significa sacrificare per sempre risorse destinate a strade, verde e servizi essenziali per la Zona 167 e tutta la città.

I beni dei canosini non sono il bancomat per coprire i fallimenti della Giunta, né il palcoscenico per gli spot elettorali dell'opposizione. Chiediamo con forza - conclude Marcovecchio - la sospensione immediata dell'asta di via Falcone, la pubblicazione integrale del Piano Economico-Finanziario e del cronoprogramma reale del Cine-Teatro "Lino Banfi" e la ricerca di finanziamenti europei o regionali, senza impoverire il patrimonio della comunità".