Ex cinema Scorpion, Lomuscio (PD): «Decisione a cuor leggero». Morra (M5S): «Contrari ad esborso così importante»

La replica dell'opposizione alla volontà dell'Amministrazione di acquisire a patrimonio comunale l'immobile

mercoledì 28 gennaio 2026 12.06
A seguito del Consiglio Comunale svoltosi lunedì scorso, in cui la maggioranza guidata dal Sindaco Malcangio ha manifestato la volontà di acquisire a patrimonio comunale l'ex cinema "Scorpion" per farne un cineteatro e museo dedicato a Lino Banfi, non manca la replica delle opposizioni. A prendere la parola sono stati la segretaria cittadina del Partito Democratico Nicoletta Lomuscio, la segretaria provinciale e consigliera comunale del M5S Letizia Morra e il capogruppo della lista civica "Io Canosa" Marzia Bucci.

«Una decisione così gravosa, non si sarebbe dovuta prendere a cuor leggero. Sarebbe stato necessario presentare un Business Plan a tutti i Consiglieri Comunali - spiega la Lomuscio - un reporting di tutti i possibili immobili ubicati in città presentanti le medesime caratteristiche per finalità ma non per condizioni di vetustà e compromissione edilizia. Perchè dovremmo comprare l'ex Scorpion alla modica somma di € 1.200.000,00 quando negli anni passati era voce di popolo che la vendita di quell'immobile a privati era saltata perché € 800.000,00 erano stati ritenuti troppo esosi? La spesa vale davvero l'impresa? Quanto verrebbe a costare alle casse comunali l'ex Scorpion chiavi in mano? Sindaco Malcangio, le premesse sono sante, illuminanti le sue finalità, bella l'idea di un nuovo Cineteatro intitolato al nostro illustre Lino Banfi ma non dimentichi di riflettere e considerare non solo l'idea di un lauto finanziamento ma anche di tutte le conseguenze connesse alla manutenzione e soprattutto alla sostenibilità dei costi nel corso degli anni a venire!».

«Siamo d'accordo - afferma la consigliera comunale Letizia Morra - sull'avvio di un cinema a Canosa. La cultura parte da qui! Siamo d'accordo sui contenitori culturali polifunzionali e all'intitolazione a Lino Banfi. L'amministrazione M5S è quella che ha portato il teatro per i più piccoli, quella che ha aumentato la capienza del Teatro Comunale "Raffaele Lembo", quella che ha proiettato nei periodi estivi diversi film con l'evento "Cinema sotto le stelle". Siamo contrari ed abbiamo votato no ad un esborso economico così importante per l'acquisto di un immobile che risulta essere in atti deposito/magazzino (Categoria C2), un immobile privo di agibilità che ha bisogno di diversi e importanti finanziamenti per poter essere utilizzato e, chissà di quante ulteriori risorse per poter funzionare come contenitore culturale e cinema. Il tutto è rimesso alla ricerca e ottenimento di bandi Regionali e Statali. Perché non si è pensato ad utilizzare e valorizzare il patrimonio comunale riqualificandolo per creare cinema e nuovi spazi di aggregazione? La riqualificazione – conclude Morra - parte da lì».

Infine, non è mancata la replica anche di Marzia Bucci, capogruppo della lista civica "Io Canosa": «Anche se si tratta di un preliminare, il messaggio politico è chiaro: "Il Comune ha deciso di andare avanti comunque." Durante il Consiglio abbiamo posto domande semplici, che ogni cittadino avrebbe il diritto di conoscere prima di impegnare oltre un milione di euro: l'edificio è sicuro? E' antisismico? Quanto costeranno gli adeguamenti? Qual è il costo finale reale dell'operazione? A queste domande non sono arrivate risposte con numeri. Il valore dell'immobile è stato determinato con una perizia interna, basata su dati "indicativi", senza una valutazione terza indipendente. E mentre dai documenti ufficiali l'immobile risulta accatastato come deposito, è stato valutato come se fosse un immobile commerciale. In pratica, si è scelto di impegnare il Comune senza certezze, rinviando tutto a dopo. Ma i soldi pubblici non sono un assegno in bianco. Noi abbiamo votato contro. Non contro la cultura, ma contro un modo di amministrare che chiede fiducia oggi e promette spiegazioni domani. I cittadini - conclude la Bucci - meritano trasparenza prima, non chiarimenti dopo».