Premio Riccardo Francovich, un punto di partenza per Canosa

Più che un traguardo, uno sprone per fare sempre di più e meglio

lunedì 26 gennaio 2026 11.02
A cura di Francesco Specchio
Canosa si trova di fronte a una svolta? Quanto si sta seminando da diversi anni, e non senza fatica, sta cominciando a mostrare i suoi frutti? La recente notizia del conferimento del Premio "Riccardo Francovich 2025" ci sta facendo capire che gli sforzi pluridecennali ci stanno pian piano ripagando e che uniti si riesce a raggiungere risultati molto importanti.

Il premio è uno dei più prestigiosi riconoscimenti archeologici e culturali italiani per quei musei o parchi archeologici italiani che, secondo i soci e i cittadini partecipanti alla votazione, rappresentano "la migliore sintesi fra rigore dei contenuti scientifici ed efficacia nella comunicazione degli stessi verso il pubblico dei non specialisti". Dedicato alla memoria dell'archeologo e medievista fiorentino Riccardo Francovich (1946-2007), la kermesse è stata istituita nel 2013 dalla Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI) permettendo al nostro territorio, in occasione della sua premiazione, di acquisire maggior prestigio e contemporaneamente ottenere più visibilità.

Con circa 9.826 voti su un totale di 12.495 (il 75,48% dei consensi), Canosa è quindi riuscita nell'impresa di fregiarsi di un titolo che rende lustro alle proprie eccellenze storiche, proponendo come candidatura il polo della città paleocristiana e superando come concorrenti come il Museo multimediale di Torre di Satriano a Tito (Potenza) e il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza (Faenza) che hanno rispettivamente raggiunto il 20,63% e il 3,89%. La proposta riguardante la Canosa paleocristiana comprende la Basilica di San Leucio, il Battistero di San Giovanni, la Basilica di San Pietro, la Cattedrale di Santa Maria, l'antica chiesa dei Santi Giovanni e Paolo poi trasformata nell'attuale Cattedrale di San Sabino e le Catacombe di Ponte della Lama. Il tutto mira a valorizzare la figura autoritaria del Vescovo Sabino (461-566), attuale Santo patrono cittadino che resse la diocesi canosina nel VI sec. e che si contraddistinse per il suo carisma liturgico, committenziale e diplomatico-politico, rappresentando la Chiesa romana a Costantinopoli al cospetto di Giustiniano.

Più che un traguardo, abbiamo ottenuto uno sprone per fare sempre di più e meglio. Canosa è una città che merita uno studio approfondito sotto vari aspetti. Per siti e aree archeologiche visitate da numeri sempre maggiori di turisti e fruitori, occorre una vera e propria campagna di conoscenza e di condivisione culturale. È necessario che la città presenti le sue antichità per ciò che sono e per come vivono nell'abitato. Bisogna che il viaggiatore, prima ancora di arrivare, non solo sappia cosa ci sia da vedere, ma sia testimone di una vera e propria riscoperta dell'antico in una città moderna. Perché è questa la natura ed è il segreto di una città archeologica come la nostra: visitare per scoprire o riscoprire. Potrebbe essere la chiave per attrarre coloro che amano la storia, le antiche epoche e che desiderano osservare ad occhio nudo realtà ben diverse da quelle che sono da sempre più conosciute e declamate.