Sansificio S.O.L.E in via Cerignola, l'allarme di Italia Nostra Canosa sugli impatti ambientali
La nota dell'associazione locale
lunedì 2 febbraio 2026
13.35
In una lettera aperta indirizzata all'Arpa Puglia - BAT, alla Asl BAT - Dipartimento Igiene e Sanità Pubblica-Prevenzione, alla Provincia BAT –Servizio Ambiente e Rifiuti, e, per conoscenza al Sindaco Malcangio, all'Assessore all'Ambiente e al Dirigente dell'Ufficio Ambiente del Comune di Canosa di Puglia, l'associazione Italia Nostra APS, sezione di Canosa di Puglia, ha focalizzato la propria attenzione sugli impatti ambientali del Sansificio S.O.L.E nella Zona Industriale di Canosa.
«Come è noto, a Canosa di Puglia la nascita del sansificio è antecedente agli anni 70 e, per quanto l'impianto possa essere stato negli anni successivi rivisto e aggiornato, è diventato obsoleto. Nel frattempo anche la legislazione in materia è cambiata, sulla localizzazione degli impianti, sui tempi di stoccaggio della materia prima, sui valori limite delle emissioni in atmosfera. Dal 2000 al 2010 - afferma Italia Nostra Canosa - il sansificio fu sottoposto a varie ispezioni da parte dell'ARPA, dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico e dei NAS, nel corso delle quali furono rilevate numerose irregolarità nella conduzione dell'impianto oltre a violazioni per il superamento dei limiti di legge in materia di emissioni in atmosfera. Ne seguì il sequestro dell'impianto e l'apertura di un procedimento giudiziario a carico del proprietario.
Da allora - spiegano dall'associazione - è seguito un silenzio lungo di 15 anni, come se le anomalie precedentemente rilevate fossero state sanate. In realtà non è cambiato nulla, ne fa testo il forte disagio che vivono i cittadini di Canosa per 5/6 mesi all'anno, da novembre a maggio quando, in giornate con particolari condizioni atmosferiche, cielo coperto, nebbie, venti che soffiano da nord, tutta la città viene investita da odori persistenti, irritanti e nauseabondi, che costringono a tenere chiuse porte e finestre. Spesso i fumi prodotti dalla combustione della sansa cambiano aspetto, passando da un colore biancastro al grigio, fino a diventare neri, come documentano foto e video sui social. Questa situazione suscita forte disagio e preoccupazione all'intera cittadinanza e ne condiziona fortemente la qualità della vita.
Alla luce di quanto sopra abbiamo esposto chiediamo agli Enti citati:
«Come è noto, a Canosa di Puglia la nascita del sansificio è antecedente agli anni 70 e, per quanto l'impianto possa essere stato negli anni successivi rivisto e aggiornato, è diventato obsoleto. Nel frattempo anche la legislazione in materia è cambiata, sulla localizzazione degli impianti, sui tempi di stoccaggio della materia prima, sui valori limite delle emissioni in atmosfera. Dal 2000 al 2010 - afferma Italia Nostra Canosa - il sansificio fu sottoposto a varie ispezioni da parte dell'ARPA, dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico e dei NAS, nel corso delle quali furono rilevate numerose irregolarità nella conduzione dell'impianto oltre a violazioni per il superamento dei limiti di legge in materia di emissioni in atmosfera. Ne seguì il sequestro dell'impianto e l'apertura di un procedimento giudiziario a carico del proprietario.
Da allora - spiegano dall'associazione - è seguito un silenzio lungo di 15 anni, come se le anomalie precedentemente rilevate fossero state sanate. In realtà non è cambiato nulla, ne fa testo il forte disagio che vivono i cittadini di Canosa per 5/6 mesi all'anno, da novembre a maggio quando, in giornate con particolari condizioni atmosferiche, cielo coperto, nebbie, venti che soffiano da nord, tutta la città viene investita da odori persistenti, irritanti e nauseabondi, che costringono a tenere chiuse porte e finestre. Spesso i fumi prodotti dalla combustione della sansa cambiano aspetto, passando da un colore biancastro al grigio, fino a diventare neri, come documentano foto e video sui social. Questa situazione suscita forte disagio e preoccupazione all'intera cittadinanza e ne condiziona fortemente la qualità della vita.
Alla luce di quanto sopra abbiamo esposto chiediamo agli Enti citati:
- Se i controlli da Voi effettuati sul sansificio di Canosa, relativamente alle emissioni in atmosfera, sostanze odorigene, inquinanti e materiale particellare, rientrano nei limiti di legge;
- Se siano stati effettuati approfondimenti sulle emissioni dei fumi, spesso di colore grigio e nero; e se la presenza di fumo nero sia associata all'emissione di sostanze inquinanti fortemente nocive per la salute pubblica;
- Se siano state prescritte e adottate le tecnologie adeguate per l'abbattimento delle emissioni, anche considerando che il sansificio dista meno di un chilometro dal perimetro urbano.