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Politica
Canosa bene comune: «Salvaguardare gli interessi dell'ente senza penalizzare nessun contribuente»
La nota del gruppo sul tema della riscossione dei tributi
Canosa - lunedì 8 giugno 2026
14.03 Comunicato Stampa
«Partiamo da un principio fondamentale e non negoziabile: le imposte e i tributi previsti dalla legge devono essere pagati. Non si tratta soltanto di un obbligo giuridico, ma di un dovere civico che consente di finanziare servizi essenziali, garantire il funzionamento delle istituzioni e sostenere il bene comune. Una comunità può crescere e prosperare soltanto se ciascuno contribuisce, secondo le proprie possibilità, agli oneri che la vita collettiva comporta. Allo stesso tempo, però, non possiamo ignorare le difficoltà economiche che molte famiglie e molte attività stanno attraversando», si legge nella nota di Canosa Bene Comune.
«Dietro un pagamento mancato possono celarsi situazioni di reale disagio, perdita del lavoro, crisi aziendali o eventi personali che rendono impossibile adempiere tempestivamente ai propri obblighi. Una pubblica amministrazione giusta deve saper distinguere tra chi non paga perché non può e chi, invece, sceglie deliberatamente di sottrarsi ai propri doveri».
«Per questa ragione, il Comitato Canosa Bene Comune ritiene che eventuali misure di rottamazione debbano concentrarsi esclusivamente sugli interessi di mora e sulle maggiorazioni maturate nel tempo, prevedendone l'azzeramento o una significativa riduzione. Una soluzione di questo tipo consentirebbe di alleggerire il peso economico per i contribuenti in difficoltà, favorendo al contempo il recupero delle somme dovute da parte dell'Ente. Diversamente, la cancellazione del tributo originario rappresenterebbe una scelta difficilmente giustificabile nei confronti di tutti quei cittadini che, spesso con sacrificio, hanno rispettato le scadenze e adempiuto regolarmente ai propri obblighi. Il rispetto delle regole non può trasformarsi in uno svantaggio per chi si comporta correttamente. Occorre inoltre evitare di alimentare l'idea che il mancato pagamento possa essere sistematicamente sanato attraverso periodici condoni».
«Un simile messaggio rischierebbe di indebolire il senso di responsabilità individuale e di compromettere il principio di equità che deve essere alla base di ogni sistema tributario. La solidarietà verso chi si trova in difficoltà non può mai tradursi in un premio per chi elude consapevolmente i propri doveri. L'obiettivo deve essere quello di costruire un sistema che coniughi fermezza e umanità: fermezza nel pretendere il pagamento di quanto dovuto, umanità nel consentire a chi è in difficoltà di rientrare gradualmente dalla propria posizione debitoria senza essere schiacciato da interessi e sanzioni che, con il passare degli anni, diventano spesso insostenibili».
«La vera giustizia fiscale non consiste nel far pagare alcuni e perdonare altri, ma nel garantire che tutti contribuiscano in modo equo, nel rispetto delle regole e delle proprie condizioni economiche. Solo così si tutela il bilancio dell'Ente, si rispettano i contribuenti onesti e si offre una concreta possibilità di regolarizzazione a chi, pur volendo adempiere, si trova in una situazione di difficoltà. Canosa Bene Comune ritiene che questa sia la strada più equilibrata, responsabile e rispettosa dell'interesse generale: difendere le risorse della comunità senza rinunciare ai principi di equità e solidarietà che devono guidare ogni buona amministrazione», conclude.
«Dietro un pagamento mancato possono celarsi situazioni di reale disagio, perdita del lavoro, crisi aziendali o eventi personali che rendono impossibile adempiere tempestivamente ai propri obblighi. Una pubblica amministrazione giusta deve saper distinguere tra chi non paga perché non può e chi, invece, sceglie deliberatamente di sottrarsi ai propri doveri».
«Per questa ragione, il Comitato Canosa Bene Comune ritiene che eventuali misure di rottamazione debbano concentrarsi esclusivamente sugli interessi di mora e sulle maggiorazioni maturate nel tempo, prevedendone l'azzeramento o una significativa riduzione. Una soluzione di questo tipo consentirebbe di alleggerire il peso economico per i contribuenti in difficoltà, favorendo al contempo il recupero delle somme dovute da parte dell'Ente. Diversamente, la cancellazione del tributo originario rappresenterebbe una scelta difficilmente giustificabile nei confronti di tutti quei cittadini che, spesso con sacrificio, hanno rispettato le scadenze e adempiuto regolarmente ai propri obblighi. Il rispetto delle regole non può trasformarsi in uno svantaggio per chi si comporta correttamente. Occorre inoltre evitare di alimentare l'idea che il mancato pagamento possa essere sistematicamente sanato attraverso periodici condoni».
«Un simile messaggio rischierebbe di indebolire il senso di responsabilità individuale e di compromettere il principio di equità che deve essere alla base di ogni sistema tributario. La solidarietà verso chi si trova in difficoltà non può mai tradursi in un premio per chi elude consapevolmente i propri doveri. L'obiettivo deve essere quello di costruire un sistema che coniughi fermezza e umanità: fermezza nel pretendere il pagamento di quanto dovuto, umanità nel consentire a chi è in difficoltà di rientrare gradualmente dalla propria posizione debitoria senza essere schiacciato da interessi e sanzioni che, con il passare degli anni, diventano spesso insostenibili».
«La vera giustizia fiscale non consiste nel far pagare alcuni e perdonare altri, ma nel garantire che tutti contribuiscano in modo equo, nel rispetto delle regole e delle proprie condizioni economiche. Solo così si tutela il bilancio dell'Ente, si rispettano i contribuenti onesti e si offre una concreta possibilità di regolarizzazione a chi, pur volendo adempiere, si trova in una situazione di difficoltà. Canosa Bene Comune ritiene che questa sia la strada più equilibrata, responsabile e rispettosa dell'interesse generale: difendere le risorse della comunità senza rinunciare ai principi di equità e solidarietà che devono guidare ogni buona amministrazione», conclude.


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