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Politica
Canosa Bene Comune: «Sembra l’estrazione della tombola di Natale ma qui siamo nella sanità pubblica della BAT»
La nota integrale del comitato
Canosa - martedì 10 marzo 2026
14.15 Comunicato Stampa
«Sembra l'estrazione della tombola di Natale, ma qui non siamo in una sala parrocchiale: siamo nella sanità pubblica della BAT. E, come in ogni tombola che si rispetti, prima di gridare tombola servirebbe almeno capire se i numeri sono veri oppure se qualcuno sta giocando con le cartelle truccate», dichiara il comitato Canosa Bene Comune .
«Primo premio: 360 milioni. Partiamo dal piatto forte: 360 milioni di euro stanziati per la realizzazione di un nuovo ospedale in zona Montegrosso. Ricorderemo tutti l'annuncio trionfale dell'ex presidente della Regione, Michele Emiliano. Un discorso solenne, quasi epico: un DEA di secondo livello, 400 posti letto, una struttura "orizzontale" composta da sei corpi collegati. Un progetto faraonico: 60 mila metri quadrati di superficie, spazi verdi, servizi, asili e palestre: praticamente una piccola città della salute Il cronoprogramma era altrettanto impeccabile: bando dei lavori entro la fine del 2025, conferenze di servizio, varianti urbanistiche, interventi sulla viabilità della SP2, apertura prevista nel 2029. Tutto perfetto sulla carta. La domanda però è semplice, quasi banale: qualcuno ha notizie? Perché tra annunci e conferenze stampa, di cantieri ancora non se ne vedono. E viene spontaneo chiedersi se quelle risorse siano ancora disponibili oppure se, strada facendo, abbiano preso altre direzioni».
«Secondo premio: 192 milioni Passiamo al secondo estratto: 192 milioni di euro per la realizzazione di un ospedale tra Bisceglie e Molfetta. Anche qui: progetto ambizioso: Un DEA di primo livello, destinato a servire un bacino di 250 mila utenti con oltre 250 posti letto, aree chirurgiche e mediche, reparto materno-infantile, psichiatria e terapia intensiva Il cronoprogramma è da manuale: bando di gara tra fine 2025 e inizio 2026, consegna prevista tra sei anni Anche qui tutto appare meraviglioso, quasi idilliaco. Un disegno sanitario degno di una galassia organizzata e lungimirante. Peccato che ci sia un piccolo dettaglio. Un dettaglio minuscolo, quasi invisibile nelle slide delle presentazioni: la materia prima. La sanità non si fa solo con il cemento, ma con medici, infermieri, operatori sanitari. Ed è proprio questo ciò che manca. Da anni la sanità pugliese e quella nazionale vive una lenta ma costante emorragia di personale: pensionamenti non sostituiti, concorsi deserti, giovani medici che scelgono il privato o l'estero, reparti che sopravvivono grazie a turni impossibili. Una mancata programmazione che si trascina da decenni. E allora la domanda torna, inevitabile: come si fa tombola senza numeri sulla cartella?»
«La realtà quotidiana Mentre si progettano ospedali futuristici, la realtà racconta tutt'altra storia. A Canosa di Puglia oggi c'è una sola ambulanza India, cioè senza personale medico a bordo. Non per scelta strategica, ma per necessità: i medici sono pochissimi. Il sistema regge con le "pezze": guardie mediche sotto pressione, 118 costantemente in affanno, liste d'attesa che diventano stratosferiche Nel frattempo il pronto soccorso degli ospedali di Andria e Barletta sono spesso al collasso, non per mancanza di muri o di stanze, ma per mancanza di personale. E mentre il sistema fatica a restare in piedi, si pensa a costruire nuovi ospedali che rischiano di diventare cattedrali nel deserto: strutture perfette, moderne, tecnologiche… ma senza medici».
«Il terzo numero della tombola C'è poi un altro numero che aleggia sulla partita: 460 milioni di euro di buco nella sanità regionale. E qui la domanda diventa ancora più concreta: Come lo saniamo? Con nuovi progetti? Con altri annunci? O con una programmazione vera, fatta di assunzioni, formazione e organizzazione? E torniamo alla tombola. Noi canosini probabilmente non faremo mai tombola. Sapete perché? Perché il numero che viene estratto più spesso è sempre lo stesso: Il 48. Nella smorfia napoletana è "'o muort cà parl": il morto che parla. Ed è un'immagine fin troppo perfetta per descrivere una sanità in cui si parla molto, conferenze, annunci, rendering, inaugurazioni virtuali ma dove la realtà quotidiana racconta un'altra storia. Una storia fatta di ambulanze senza medici, pronto soccorso saturi e cittadini che aspettano mesi per una visita. La tombola, prima o poi, finisce sempre. Il problema è capire chi incassa il premio e chi paga davvero il prezzo del gioco», conclude.
«Primo premio: 360 milioni. Partiamo dal piatto forte: 360 milioni di euro stanziati per la realizzazione di un nuovo ospedale in zona Montegrosso. Ricorderemo tutti l'annuncio trionfale dell'ex presidente della Regione, Michele Emiliano. Un discorso solenne, quasi epico: un DEA di secondo livello, 400 posti letto, una struttura "orizzontale" composta da sei corpi collegati. Un progetto faraonico: 60 mila metri quadrati di superficie, spazi verdi, servizi, asili e palestre: praticamente una piccola città della salute Il cronoprogramma era altrettanto impeccabile: bando dei lavori entro la fine del 2025, conferenze di servizio, varianti urbanistiche, interventi sulla viabilità della SP2, apertura prevista nel 2029. Tutto perfetto sulla carta. La domanda però è semplice, quasi banale: qualcuno ha notizie? Perché tra annunci e conferenze stampa, di cantieri ancora non se ne vedono. E viene spontaneo chiedersi se quelle risorse siano ancora disponibili oppure se, strada facendo, abbiano preso altre direzioni».
«Secondo premio: 192 milioni Passiamo al secondo estratto: 192 milioni di euro per la realizzazione di un ospedale tra Bisceglie e Molfetta. Anche qui: progetto ambizioso: Un DEA di primo livello, destinato a servire un bacino di 250 mila utenti con oltre 250 posti letto, aree chirurgiche e mediche, reparto materno-infantile, psichiatria e terapia intensiva Il cronoprogramma è da manuale: bando di gara tra fine 2025 e inizio 2026, consegna prevista tra sei anni Anche qui tutto appare meraviglioso, quasi idilliaco. Un disegno sanitario degno di una galassia organizzata e lungimirante. Peccato che ci sia un piccolo dettaglio. Un dettaglio minuscolo, quasi invisibile nelle slide delle presentazioni: la materia prima. La sanità non si fa solo con il cemento, ma con medici, infermieri, operatori sanitari. Ed è proprio questo ciò che manca. Da anni la sanità pugliese e quella nazionale vive una lenta ma costante emorragia di personale: pensionamenti non sostituiti, concorsi deserti, giovani medici che scelgono il privato o l'estero, reparti che sopravvivono grazie a turni impossibili. Una mancata programmazione che si trascina da decenni. E allora la domanda torna, inevitabile: come si fa tombola senza numeri sulla cartella?»
«La realtà quotidiana Mentre si progettano ospedali futuristici, la realtà racconta tutt'altra storia. A Canosa di Puglia oggi c'è una sola ambulanza India, cioè senza personale medico a bordo. Non per scelta strategica, ma per necessità: i medici sono pochissimi. Il sistema regge con le "pezze": guardie mediche sotto pressione, 118 costantemente in affanno, liste d'attesa che diventano stratosferiche Nel frattempo il pronto soccorso degli ospedali di Andria e Barletta sono spesso al collasso, non per mancanza di muri o di stanze, ma per mancanza di personale. E mentre il sistema fatica a restare in piedi, si pensa a costruire nuovi ospedali che rischiano di diventare cattedrali nel deserto: strutture perfette, moderne, tecnologiche… ma senza medici».
«Il terzo numero della tombola C'è poi un altro numero che aleggia sulla partita: 460 milioni di euro di buco nella sanità regionale. E qui la domanda diventa ancora più concreta: Come lo saniamo? Con nuovi progetti? Con altri annunci? O con una programmazione vera, fatta di assunzioni, formazione e organizzazione? E torniamo alla tombola. Noi canosini probabilmente non faremo mai tombola. Sapete perché? Perché il numero che viene estratto più spesso è sempre lo stesso: Il 48. Nella smorfia napoletana è "'o muort cà parl": il morto che parla. Ed è un'immagine fin troppo perfetta per descrivere una sanità in cui si parla molto, conferenze, annunci, rendering, inaugurazioni virtuali ma dove la realtà quotidiana racconta un'altra storia. Una storia fatta di ambulanze senza medici, pronto soccorso saturi e cittadini che aspettano mesi per una visita. La tombola, prima o poi, finisce sempre. Il problema è capire chi incassa il premio e chi paga davvero il prezzo del gioco», conclude.

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