Fiume Ofanto in piena
Fiume Ofanto in piena
Territorio

Fiume Ofanto in piena: esondazioni diffuse, sommersi i terreni circostanti

Allerta massima nella valle: parla il geologo Ruggiero Dellisanti

Nelle ultime ore – a causa dell'ondata di maltempo – l'Ofanto è esondato allagando oltre misura diversi terreni circostanti: vigneti completamene allegati.

A tal proposito abbiamo chiesto informazioni in più al geologo Ruggiero Dellisanti, che ha spiegato come la situazione sia particolarmente critica.

«L'Ofanto fa paura: il Ciclone Erminio stringe il Sud in una morsa, allerta massima per il rischio alluvione

Non dà tregua il Ciclone Erminio. La profonda struttura depressionaria che sta flagellando il Mezzogiorno ha assunto nelle ultime ore i connotati di un vero e proprio "Medicane" (uragano mediterraneo), con un occhio ciclonico chiaramente visibile dal satellite in prossimità della Calabria.

Il bollettino è critico: l'intero bacino dell'Ofanto è in stato di massima allerta idraulica.
I dati registrati dalla rete idrometeo della Protezione Civile Puglia (fonte: reteidrometeo.protezionecivile.puglia.it) delineano uno scenario d'emergenza.

Presso il ponte della Statale 16, il livello del fiume è letteralmente schizzato verso l'alto, passando dai +2,90 metri delle ore 11:00 di ieri ai + 5,01 metri rilevati alle 11:25 di questa mattina, 2 aprile 2026. Un'impennata di oltre due metri in sole ventiquattr'ore che conferma la straordinaria violenza dell'onda di piena in transito verso la foce.

Alla base di questa criticità vi è una dinamica meteorologica spietata. Il ciclone sta convogliando flussi d'aria satura di umidità proveniente dal Mediterraneo che, impattando contro i rilievi dell'Irpinia e del Subappennino Dauno, generano precipitazioni incessanti. I terreni, ormai saturi a causa delle piogge ininterrotte delle ultime 48 ore, hanno perso ogni capacità di assorbimento: la pioggia scivola istantaneamente verso il reticolo idrografico, alimentando senza sosta i tributari e, da questi, l'asta principale del fiume, innalzandone il corso ben oltre il livello di guardia.

A complicare il quadro intervengono tre fattori che aggravano il rischio di esondazione. In primo luogo, l'imponente trasporto solido: le frane innescate nell'alto bacino immettono fango e detriti nell'alveo, aumentando la densità dell'acqua e la sua forza erosiva. In secondo luogo, la presenza di coltivazioni nelle aree golenali ostacola il regolare deflusso, creando un "effetto diga" che innalza artificialmente il livello idrometrico.

Infine, l'insidia maggiore arriva dal mare a causa del rigurgito idraulico. Le violente mareggiate, alimentate dai venti di grecale e tramontana, stanno creando un vero e proprio "tappo" alla foce, impedendo all'Ofanto di scaricare regolarmente le sue acque nell'Adriatico. Questo blocco forzato sta causando pericolosi rigurgiti nel tratto terminale, tra Barletta e Margherita di Savoia, minacciando direttamente - in vista del picco di piena - gli insediamenti turistici della 'Fiumara' e del Villaggio 'ITTA' ».
  • Canosa di Puglia
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