
Politica
Palazzo Carmelitani, la replica di Fratelli d’Italia: «Non basta accendere la luce!»
La replica della segreteria cittadina all'ex Sindaco Roberto Morra: «Scelta la politica del fare»
Canosa - giovedì 12 febbraio 2026
17.19 Comunicato Stampa
«La valorizzazione del patrimonio comunale è stata, fin dall'insediamento dell'esecutivo guidato dal Sindaco Vito Malcangio – spiega la segreteria di Fratelli d'Italia Canosa - uno degli obiettivi da perseguire. L'immobile di Palazzo Carmelitani, che ospita oggi la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici e Culturali, gli archeologi delle diverse attività di scavo, gli artisti del progetto internazionale "In-Ruins" e gli studenti della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici ne è un esempio. Come Fratelli d'Italia Canosa desideriamo ristabilire, documentazione alla mano, la veridicità dei fatti. Infatti, dotare l'immobile di energia elettrica, non è bastato per renderlo fruibile. E' doveroso rammentare come i lavori relativi all'interramento della linea elettrica, effettuati dal gestore preposto, abbiano interessato non solo l'immobile, ma un'area molto più ampia che ha coinvolto Corso Garibaldi e via Senatore Vito Rosa.
La fornitura dell'energia elettrica ha messo "in luce" lo stato di degrado e abbandono interno ed esterno della struttura, che era stata destinata, in virtù di una convenzione con il Comune di Andria, ad accogliere cittadini afgani richiedenti protezione internazionale. Il servizio, come da Avviso Pubblico, era stato affidato all'associazione "MigrantesLiberi" di Andria la quale però, a causa delle criticità menzionate, ha ritenuto l'immobile non immediatamente fruibile, comunicando formalmente all'Amministrazione precedente, gli interventi da attuare e di fatto mai realizzati!
Riportiamo, per correttezza istituzionale, uno stralcio della relazione tecnica: «A minare l'immediata fruibilità vi è la condizione in cui versano gli ambienti al primo e secondo livello, che risultano essere interessati da fenomeni di umidità controterra e di risalita che oltre a procurare stonacatura e decoesione degli intonaci e delle pitture, distacchi di battiscopa e colonizzazioni biologiche, hanno rovinato le confezioni e gli arredi ivi stivati che vedono la presenza di ruggine sulle parti metalliche e di muffa sulle parti in legno e in tessuto. Andrebbe verificata ed integrata l'impermeabilizzazione che ha provocato delle infiltrazioni nei vani sottostanti».
Di conseguenza, dopo numerosi solleciti e riscontri nulli, considerata l'emergenza in atto, la non realizzazione degli interventi, ha portato il Comune di Andria a revocare l'accordo con il Comune di Canosa, abbandonando di fatto l'immobile a sé stesso.
L'Amministrazione Malcangio, insediatasi nel giugno 2022, ha ereditato questa situazione. Alla luce di quanto esposto, anzichè strumentalizzare la questione, Fratelli d'Italia ha scelto e sostenuto la politica del fare dell'esecutivo senza grandi proclami, adoperandosi nella realizzazione degli interventi necessari. Dopo aver reso agibile lo stesso, l'Ente Comunale ha aderito ad un progetto per contrastare il caporalato, dando ospitalità ai lavoratori immigrati. Oggi, la struttura – concludono dalla segreteria - grazie ad oculate scelte politiche, è stata rimessa al centro della vita sociale cittadina, in un'ottica più generale di rilancio del Centro Storico».
In allegato, qui di seguito, le foto del prima e del dopo.
La fornitura dell'energia elettrica ha messo "in luce" lo stato di degrado e abbandono interno ed esterno della struttura, che era stata destinata, in virtù di una convenzione con il Comune di Andria, ad accogliere cittadini afgani richiedenti protezione internazionale. Il servizio, come da Avviso Pubblico, era stato affidato all'associazione "MigrantesLiberi" di Andria la quale però, a causa delle criticità menzionate, ha ritenuto l'immobile non immediatamente fruibile, comunicando formalmente all'Amministrazione precedente, gli interventi da attuare e di fatto mai realizzati!
Riportiamo, per correttezza istituzionale, uno stralcio della relazione tecnica: «A minare l'immediata fruibilità vi è la condizione in cui versano gli ambienti al primo e secondo livello, che risultano essere interessati da fenomeni di umidità controterra e di risalita che oltre a procurare stonacatura e decoesione degli intonaci e delle pitture, distacchi di battiscopa e colonizzazioni biologiche, hanno rovinato le confezioni e gli arredi ivi stivati che vedono la presenza di ruggine sulle parti metalliche e di muffa sulle parti in legno e in tessuto. Andrebbe verificata ed integrata l'impermeabilizzazione che ha provocato delle infiltrazioni nei vani sottostanti».
Di conseguenza, dopo numerosi solleciti e riscontri nulli, considerata l'emergenza in atto, la non realizzazione degli interventi, ha portato il Comune di Andria a revocare l'accordo con il Comune di Canosa, abbandonando di fatto l'immobile a sé stesso.
L'Amministrazione Malcangio, insediatasi nel giugno 2022, ha ereditato questa situazione. Alla luce di quanto esposto, anzichè strumentalizzare la questione, Fratelli d'Italia ha scelto e sostenuto la politica del fare dell'esecutivo senza grandi proclami, adoperandosi nella realizzazione degli interventi necessari. Dopo aver reso agibile lo stesso, l'Ente Comunale ha aderito ad un progetto per contrastare il caporalato, dando ospitalità ai lavoratori immigrati. Oggi, la struttura – concludono dalla segreteria - grazie ad oculate scelte politiche, è stata rimessa al centro della vita sociale cittadina, in un'ottica più generale di rilancio del Centro Storico».
In allegato, qui di seguito, le foto del prima e del dopo.
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