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Vita di città

Piazza Galluppi, Canosa Bene Comune: «L’Agorà di Cristallo» tra cultura e commercio

La socia fondatrice del Comitato lancia una proposta per il futuro del Cine-Museo

Una terza via per il futuro di Piazza Galluppi, capace di unire cultura, commercio e valorizzazione delle eccellenze locali. È la proposta di Brigida Anna Maria D'Aulisa, che con una lettera aperta invita la città a superare le divisioni e a confrontarsi sul progetto dell'«Agorà di Cristallo».

«Da studiosa di economia e da cittadina che ama profondamente questa comunità, sento il dovere di rivolgere una riflessione serena e aperta a tutti voi: alle forze politiche di maggioranza e opposizione, ai nostri commercianti e a ciascun cittadino.

In questi giorni il dibattito sul futuro di Piazza Galluppi e sul Cine-Museo si sta caricando di tensioni che rischiano di dividere la città in tifoserie contrapposte. Da un lato c'è chi ipotizza soluzioni rigide come una vera e propria sala cinematografica fissa da 180 posti; dall'altro chi auspica un nostalgico ritorno al passato o chi manifesta giuste preoccupazioni per il destino del commercio rionale. Sulle questioni che toccano il cuore della nostra comunità, tuttavia, la contrapposizione non porta mai benefici: genera solo incertezza, costi inutili e ritardi di cui a fare le spese siamo tutti noi.

In economia esiste un concetto noto come "gioco cooperativo": descrive quelle situazioni in cui le parti, anziché scontrarsi per far prevalere la propria posizione a scapito dell'altro, scelgono di collaborare per creare un valore complessivo superiore, dal quale tutti traggono vantaggio. Credo fermamente che per Piazza Galluppi sia giunto il momento di applicare questo modello.
Un'analisi di sostenibilità: tra cinema rigido e "piazza aperta"

Per fare scelte sagge occorre guardare con pragmatismo alla realtà dei numeri e delle superfici:
1. L'ipotesi di un cinema tradizionale da 180 posti: Realizzare una vera sala cinematografica da 180 posti richiede, tra sedute, vie di fuga, cabina di proiezione, servizi e hall, circa 500 mq di superficie utile, oltre a pareti fonoassorbenti cieche ed elevate altezze per l'acustica, saturando, di fatto l'intero edificio, trasformandolo in una sala cinema di quartiere chiusa per gran parte della settimana, con costi di gestione e condizionamento insostenibili e l'azzeramento definitivo del mercato e degli spazi espositivi.

2. L'ipotesi della "piazza aperta" e demolizione: D'altro canto, la richiesta di demolire integralmente l'immobile per tornare allo spiazzo degli anni '50 nasce da un sincero legame con la memoria, ma non risponde alle sfide odierne del commercio rionale. Lasciare un'area completamente aperta significa esporre gli operatori e i clienti al caldo estivo di 40 gradi e alle intemperie invernali, oltre a rendere complessa la gestione dei requisiti igienico-sanitari e della catena del freddo (normative ASL e HACCP) indispensabili per i prodotti alimentari.

Vorrei lanciare la proposta di una "Terza Via" che metaforicamente chiameremo "L'Agorà di Cristallo".

La soluzione non richiede di scegliere tra un cinema rigido o la demolizione, ma di agire con intelligenza sull'edificio esistente attraverso una de-muratura: rimuovere i muri ciechi in muratura del 2006 e sostituirli con ampie pareti in vetro ad alta efficienza energetica, apribili e climatizzate.

Otterremmo così una sorta di lanterna di vetro trasparente, che elimina l'impatto visivo del muro, fa filtrare la luce in tutta la piazza e offre un ambiente protetto e accogliente 365 giorni all'anno. In questo spazio, Cultura e Commercio conviverebbero in modo naturale e flessibile:
Al piano terra (Mercato delle Eccellenze Canosine): Spazi moderni per i nostri produttori di olio, pane, vino, ortofrutta e punti di degustazione tipica.

Spazio Multimediale e Polivalente su Banfi e il Cinema: Invece di una sala cinematografica statica, uno spazio espositivo multimediale ad assetto variabile (con sedute a scomparsa o impilabili per 60–80 posti). Uno spazio vivo che ospita proiezioni, conferenze e mostre digitali, ma che all'occorrenza si integra con la vita della piazza.

Questa integrazione garantisce la sostenibilità economica dell'opera. Un centro ibrido produce entrate dai canoni commerciali capaci di coprire le spese fisse dell'intero immobile, garantendo che la struttura viva dalle prime ore del mattino fino a sera senza pesare sulle casse pubbliche con un deficit perenne.

Continuità per i commercianti e modelli di riferimento
È legittimo chiedersi cosa accadrà ai commercianti durante i lavori. A differenza di una demolizione totale — che fermerebbe la piazza per anni — l'intervento di de-muratura agisce sulle sole pareti perimetrali e richiede tempi di cantiere contenuti (nell'ordine di pochi mesi). Con un piano comunale di continuazione operativa, che preveda gazebi o strutture temporanee attrezzate nelle immediate adiacenze, gli operatori potranno continuare a lavorare senza perdere la propria clientela, per poi rientrare in una struttura moderna capace di valorizzare le loro attività.

Non si tratta di una visione utopica, ma di un modello ampiamente consolidato. In Europa, interventi come lo Stora Saluhallen di Göteborg o l'Östermalms Saluhall di Stoccolma hanno dimostrato come le strutture mercatali integrate da ampie vetrate diventino straordinari motori di attrazione economica e turistica. In Italia, realtà come il Mercato delle Erbe a Bologna o il Mercato delle Vettovaglie a Livorno testimoniano che l'unione tra enogastronomia locale e spazi culturali è la chiave per rianimare i centri storici.

Un invito al dialogo per il bene di Canosa
Grazie alle risorse derivanti dall'alienazione dell'immobile dell'ex supermercato, le coperture finanziarie per realizzare un intervento di elevata qualità architetturale ed energetica sono presenti e disponibili nelle casse comunali.

Desidero rivolgere un appello sereno e accorato al Sindaco, all'Amministrazione, alle opposizioni e a tutte le associazioni di categoria: superiamo le logiche di schieramento. La città si sieda attorno a un tavolo di confronto pubblico e trasparente per valutare insieme i dati e i progetti. Dimostriamo che Canosa sa unire la valorizzazione del talento di Lino Banfi al sostegno concreto del lavoro dei nostri produttori. Quando la comunità sceglie di cooperare, non ci sono vinti o vincitori: vince tutta la città»


  • Nota politica
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