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Politica
Politica di Coesione, on. Ventola (FdI): «Con la revisione la Puglia si colloca al centro di una strategia»
Le parole dell'europarlamentare di Fratelli d'Italia
Canosa - giovedì 26 marzo 2026
9.35 Comunicato Stampa
«La revisione intermedia della Politica di Coesione europea - afferma l'europarlamentare di Fratelli d'Italia, On. Francesco Ventola - segna un passaggio decisivo per il futuro dell'Europa e, in particolare, per il ruolo dell'Italia all'interno di questa nuova fase. Come ha evidenziato il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, l'Unione ha dimostrato di sapersi adattare alle sfide globali 'in tempi record', mettendo a disposizione 34,6 miliardi di euro di risorse concrete, già disponibili e immediatamente utilizzabili. Non si tratta di proiezioni o impegni sulla carta, ma di scelte politiche reali. Per la prima volta, la politica di coesione viene utilizzata con una logica pienamente strategica, orientando gli investimenti verso priorità fondamentali come la competitività, la sicurezza, la casa, la gestione delle risorse idriche e l'energia.
È un cambio di paradigma: l'Europa non si limita più a ridurre i divari, ma costruisce le condizioni per affrontare le grandi trasformazioni economiche e geopolitiche del nostro tempo. In questo contesto, l'Italia si conferma protagonista. Il nostro Paese ha scelto di riprogrammare oltre 7 miliardi di euro, indirizzandoli con decisione verso la crescita economica, l'innovazione e il rafforzamento del tessuto produttivo. Una scelta chiara, che punta a creare sviluppo reale e opportunità concrete, superando logiche assistenziali che in passato non hanno prodotto risultati duraturi. Ma il dato più significativo riguarda il Mezzogiorno, che emerge oggi - continua Ventola - come uno dei principali destinatari di questa nuova stagione di investimenti europei. La Puglia, in particolare, rappresenta un esempio emblematico di questo approccio. Con oltre 679 milioni di euro riallocati, la regione si colloca al centro di una strategia che tiene insieme crescita economica e coesione sociale. La parte più consistente delle risorse, oltre 471 milioni, è destinata alla competitività, per sostenere imprese, innovazione e sviluppo produttivo. Accanto a questo, più di 180 milioni vengono investiti nelle politiche abitative, affrontando in modo concreto il tema del diritto alla casa, mentre 27 milioni sono destinati alla gestione delle risorse idriche, un elemento sempre più strategico per il futuro dei territori. È un modello di sviluppo equilibrato, che guarda insieme all'economia, al sociale e alla resilienza.
Anche la Campania registra una delle più importanti riallocazioni, con oltre 981 milioni di euro destinati a rafforzare la competitività, le infrastrutture e lo sviluppo urbano. Un intervento che può incidere in maniera significativa sulla crescita del territorio e sulla riduzione dei divari. La Calabria, con oltre 524 milioni di euro, viene sostenuta in un percorso di sviluppo integrato che punta su competitività, risorse idriche e coesione territoriale, mentre il Molise, pur con dimensioni più contenute, beneficia di interventi mirati che superano i 62 milioni di euro, orientati alla crescita economica e alla valorizzazione delle risorse locali. L'Abruzzo riceve oltre 90 milioni di euro, con investimenti che combinano sviluppo produttivo e sostenibilità, mentre la Basilicata, con oltre 102 milioni di euro, si inserisce in una logica di equilibrio tra crescita economica e inclusione sociale. Nel complesso, emerge un dato politico chiaro: il Sud Italia non è più un'area marginale, ma diventa parte centrale della strategia europea di sviluppo. Questa revisione dimostra che l'Europa può essere veloce, concreta e capace di incidere realmente sulla vita dei cittadini. Ma dimostra anche che le risorse, da sole, non bastano. Desidero esprimere soddisfazione per il lavoro svolto dal vice presidente esecutivo e commissario per le politiche di coesione Raffaele Fitto. La vera sfida, oggi - conclude l'On. Ventola -è trasformare questi fondi in progetti concreti, in cantieri, in lavoro e in crescita duratura.».
È un cambio di paradigma: l'Europa non si limita più a ridurre i divari, ma costruisce le condizioni per affrontare le grandi trasformazioni economiche e geopolitiche del nostro tempo. In questo contesto, l'Italia si conferma protagonista. Il nostro Paese ha scelto di riprogrammare oltre 7 miliardi di euro, indirizzandoli con decisione verso la crescita economica, l'innovazione e il rafforzamento del tessuto produttivo. Una scelta chiara, che punta a creare sviluppo reale e opportunità concrete, superando logiche assistenziali che in passato non hanno prodotto risultati duraturi. Ma il dato più significativo riguarda il Mezzogiorno, che emerge oggi - continua Ventola - come uno dei principali destinatari di questa nuova stagione di investimenti europei. La Puglia, in particolare, rappresenta un esempio emblematico di questo approccio. Con oltre 679 milioni di euro riallocati, la regione si colloca al centro di una strategia che tiene insieme crescita economica e coesione sociale. La parte più consistente delle risorse, oltre 471 milioni, è destinata alla competitività, per sostenere imprese, innovazione e sviluppo produttivo. Accanto a questo, più di 180 milioni vengono investiti nelle politiche abitative, affrontando in modo concreto il tema del diritto alla casa, mentre 27 milioni sono destinati alla gestione delle risorse idriche, un elemento sempre più strategico per il futuro dei territori. È un modello di sviluppo equilibrato, che guarda insieme all'economia, al sociale e alla resilienza.
Anche la Campania registra una delle più importanti riallocazioni, con oltre 981 milioni di euro destinati a rafforzare la competitività, le infrastrutture e lo sviluppo urbano. Un intervento che può incidere in maniera significativa sulla crescita del territorio e sulla riduzione dei divari. La Calabria, con oltre 524 milioni di euro, viene sostenuta in un percorso di sviluppo integrato che punta su competitività, risorse idriche e coesione territoriale, mentre il Molise, pur con dimensioni più contenute, beneficia di interventi mirati che superano i 62 milioni di euro, orientati alla crescita economica e alla valorizzazione delle risorse locali. L'Abruzzo riceve oltre 90 milioni di euro, con investimenti che combinano sviluppo produttivo e sostenibilità, mentre la Basilicata, con oltre 102 milioni di euro, si inserisce in una logica di equilibrio tra crescita economica e inclusione sociale. Nel complesso, emerge un dato politico chiaro: il Sud Italia non è più un'area marginale, ma diventa parte centrale della strategia europea di sviluppo. Questa revisione dimostra che l'Europa può essere veloce, concreta e capace di incidere realmente sulla vita dei cittadini. Ma dimostra anche che le risorse, da sole, non bastano. Desidero esprimere soddisfazione per il lavoro svolto dal vice presidente esecutivo e commissario per le politiche di coesione Raffaele Fitto. La vera sfida, oggi - conclude l'On. Ventola -è trasformare questi fondi in progetti concreti, in cantieri, in lavoro e in crescita duratura.».


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