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Vita di città

Provincia BAT, Canosa Bene Comune : «Bilanci gonfiati, cantieri al palo e paralisi politica»

Le proposte del comitato per superare il blocco

«Dopo la nostra recente analisi sul contributo ambientale TEFA, i successivi riscontri sui documenti finanziari della Provincia di Barletta-Andria-Trani (rendiconto e bilancio di previsione 2025-2027) confermano uno scenario preoccupante. L'ente continua a costruire i propri equilibri su risorse teoriche che non riesce a riscuotere, fallendo sistematicamente nel trasformare le previsioni in servizi concreti», scrivono i rappresentanti del comitato Canosa Bene Comune.

«Il miraggio delle entrate e la paralisi degli investimenti Il caso del TEFA è emblematico: a fronte di un preventivo di 3,6 milioni di euro all'anno, una parte significativa non viene incassata nell'esercizio e finisce nei residui, gravata da meccanismi di riscossione inefficienti e dai ritardi dei Comuni. Il quadro generale per il 2025 prevede entrate per 90,9 milioni di euro. Numeri imponenti che però perdono consistenza dinanzi alla realtà: l'ente incassa meno del 21% delle proprie entrate correnti, tanto che il Fondo crediti di dubbia esigibilità sfiora i 10 milioni di euro. La distanza tra annunci e realtà è evidente sul fronte degli investimenti (38 milioni nel 2025 e 48 milioni nel 2026)».

«Le opere restano bloccate e le risorse si accumulano: l'emblema di questo fallimento è la SP2, in particolare nel tratto che costeggia la città di Canosa di Puglia fino al Ponte Romano. Su questa arteria vitale, nonostante i solenni impegni pubblici assunti, la Provincia rimane clamorosamente inadempiente, lasciando la viabilità in condizioni di totale abbandono. Anche l'avanzo di amministrazione presunto supera i 47,8 milioni di euro, ma nel bilancio 2025 non ne viene utilizzato nemmeno un euro. Le risorse ci sono, ma restano ferme nei cassetti contabili. Le cause dello stallo: tra deficit tecnico e paralisi politica Questa incapacità di spesa affonda le radici in un cortocircuito strutturale. Da un lato vi è il drammatico svuotamento degli uffici tecnici provinciali, privi del personale necessario a gestire appalti complessi e riscuotere i crediti dai Comuni», continuano.

«Dall'altro, si registra un gravissimo stallo politico: le sedute consiliari vengono sistematicamente boicottate per mancanza di numero legale, tenendo in ostaggio i provvedimenti vitali per il territorio. Le proposte di Canosa Bene Comune per superare il blocco Per uscire da questa palude non servono rinvii, ma una terapia d'urto amministrativa e istituzionale: 1) Tavolo in Prefettura per il TEFA: Un accordo coercitivo con i Comuni per automatizzare il riversamento delle quote ambientali ed evitare il collasso della liquidità. 2) Task Force Esterna: L'attivazione immediata di convenzioni straordinarie con strutture pubbliche (es. Cassa Depositi e Prestiti o Invitalia) per affiancare gli uffici tecnici e sbloccare i bandi della SP2. 3) Intervento Prefettizio: Se il boicottaggio delle sedute consiliari persisterà, si invochi l'intervento del Prefetto per la nomina di un commissario "ad acta" che approvi d'ufficio gli atti contabili e i progetti stradali urgenti. Conclusioni: l'evidenza di un ente inutile Alla luce di questo quadro, emerge con assoluta chiarezza l'incapacità strutturale dell'ente di utilizzare le risorse per le competenze che gli sono proprie».

«La totale assenza di programmazione e di interventi incisivi per il bene comune dimostra come la Provincia non sia più in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini. La riflessione, amara ma inevitabile, è che a questo punto le Province rischiano di configurarsi come strutture utili soltanto a garantire indennità alla politica e a finanziare assunzioni di apparato. Il modello attuale è fallito e la Provincia BAT si conferma, nei fatti, un ente inutile. È urgente superare questo assetto istituzionale, trasferendo competenze e risorse a livelli amministrativi più vicini alle comunità, capaci di operare con efficacia e trasparenza. Come Canosa Bene Comune continueremo a denunciare questa paralisi, affinché le risorse del territorio tornino a produrre sviluppo e sicurezza, e non semplici numeri su una carta millantata», concludono.
  • Canosa di Puglia
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