
Politica
Canosa Bene Comune: «Avanzo di 4,2 milioni nelle casse del Comune simbolo di incapacità amministrativa»
La nota del Comitato: «I soldi dei cittadini devono tornare alla comunità sotto forma di sicurezza e opportunità»
Canosa - mercoledì 22 aprile 2026
10.04 Comunicato Stampa
«Come Comitato "Canosa Bene Comune", sentiamo il dovere di intervenire nel dibattito sul Rendiconto di gestione. Quello che il Sindaco Malcangio sbandiera come un successo, un avanzo libero di 4,2 milioni di euro, per noi è un dato che certifica una realtà amara: la paralisi amministrativa della nostra città. Il Comune non è un'azienda. Siamo convinti che, se da un lato un avanzo di 4,2 milioni attesta la tenuta contabile dell'Ente, dall'altro non possa essere considerato un traguardo di cui vantarsi. A differenza di un'azienda, in un Comune l'avanzo libero ci dice che una parte delle tasse che noi canosini abbiamo pagato non ci è stata restituita sotto forma di servizi e investimenti.
Vedere milioni "fermi" in bilancio - continuano dal Comitato - segnala l'incapacità della macchina amministrativa nel trasformare le risorse in benefici. Mentre il Comune "risparmia", noi viviamo il degrado: marciapiedi distrutti (come in Piazza Terme), aree verdi abbandonate e strade ridotte a un mosaico di rattoppi dopo i lavori della fibra ottica. Su questi temi abbiamo interrogato l'Amministrazione più volte, senza mai ricevere risposta. No al Marketing Elettorale. Respingiamo fermamente l'idea di utilizzare questo tesoretto per riduzioni simboliche di TARI o IMU a pochi mesi dal voto. Sarebbe puro marketing elettorale, una manovra insostenibile che, una volta esauriti i fondi, costringerebbe l'Ente a rialzare le aliquote. Noi canosini non chiediamo mance, chiediamo una città che funzioni.
Le nostre proposte per la "Restanza" e lo Sviluppo. Chiediamo che questi 4,2 milioni diventino il motore di un piano strategico contro lo spopolamento:
1. Dal Prodotto al Distretto Agroalimentare: I percorsi PAT già avviati sono un buon inizio, ma ora serve il salto di qualità. Proponiamo di investire nella creazione di un Polo di Trasformazione e Logistica. Non dobbiamo limitarci a esportare materia prima: vogliamo che il valore aggiunto e il lavoro della lavorazione e del confezionamento restino a Canosa;
2. Ambiente e Giustizia Riparatrice: Canosa ha pagato un prezzo altissimo per la presenza delle discariche. Chiediamo che parte dell'avanzo sia destinata a un Piano Straordinario di Monitoraggio Ambientale indipendente (aria, acqua e suolo) e a sistemi di videosorveglianza avanzata nelle zone rurali per fermare l'abbandono dei rifiuti. Proteggere la nostra terra è un dovere verso le future generazioni;
3. Innovazione e Coworking: Chiediamo di trasformare gli immobili comunali inutilizzati in spazi di lavoro condiviso con banda ultra-larga, per permettere ai nostri giovani professionisti di produrre reddito restando a Canosa;
4. Comunità Energetiche: Proponiamo l'installazione di pannelli fotovoltaici sugli edifici pubblici per abbattere strutturalmente le bollette del Comune e generare risparmi permanenti da reinvestire nel sociale;
5. Welfare Innovativo: Vogliamo sperimentare il Cohousing per non lasciare soli i nostri anziani e potenziare i servizi per l'infanzia, abbattendo le rette degli asili nido per le famiglie.
I soldi dei cittadini devono tornare alla comunità sotto forma di sicurezza e opportunità. Chiediamo al Sindaco Malcangio - concludono dal Comitato - di smettere di trattare il bilancio come un salvadanaio per la campagna elettorale e di iniziare finalmente a progettare il futuro di Canosa».
Vedere milioni "fermi" in bilancio - continuano dal Comitato - segnala l'incapacità della macchina amministrativa nel trasformare le risorse in benefici. Mentre il Comune "risparmia", noi viviamo il degrado: marciapiedi distrutti (come in Piazza Terme), aree verdi abbandonate e strade ridotte a un mosaico di rattoppi dopo i lavori della fibra ottica. Su questi temi abbiamo interrogato l'Amministrazione più volte, senza mai ricevere risposta. No al Marketing Elettorale. Respingiamo fermamente l'idea di utilizzare questo tesoretto per riduzioni simboliche di TARI o IMU a pochi mesi dal voto. Sarebbe puro marketing elettorale, una manovra insostenibile che, una volta esauriti i fondi, costringerebbe l'Ente a rialzare le aliquote. Noi canosini non chiediamo mance, chiediamo una città che funzioni.
Le nostre proposte per la "Restanza" e lo Sviluppo. Chiediamo che questi 4,2 milioni diventino il motore di un piano strategico contro lo spopolamento:
1. Dal Prodotto al Distretto Agroalimentare: I percorsi PAT già avviati sono un buon inizio, ma ora serve il salto di qualità. Proponiamo di investire nella creazione di un Polo di Trasformazione e Logistica. Non dobbiamo limitarci a esportare materia prima: vogliamo che il valore aggiunto e il lavoro della lavorazione e del confezionamento restino a Canosa;
2. Ambiente e Giustizia Riparatrice: Canosa ha pagato un prezzo altissimo per la presenza delle discariche. Chiediamo che parte dell'avanzo sia destinata a un Piano Straordinario di Monitoraggio Ambientale indipendente (aria, acqua e suolo) e a sistemi di videosorveglianza avanzata nelle zone rurali per fermare l'abbandono dei rifiuti. Proteggere la nostra terra è un dovere verso le future generazioni;
3. Innovazione e Coworking: Chiediamo di trasformare gli immobili comunali inutilizzati in spazi di lavoro condiviso con banda ultra-larga, per permettere ai nostri giovani professionisti di produrre reddito restando a Canosa;
4. Comunità Energetiche: Proponiamo l'installazione di pannelli fotovoltaici sugli edifici pubblici per abbattere strutturalmente le bollette del Comune e generare risparmi permanenti da reinvestire nel sociale;
5. Welfare Innovativo: Vogliamo sperimentare il Cohousing per non lasciare soli i nostri anziani e potenziare i servizi per l'infanzia, abbattendo le rette degli asili nido per le famiglie.
I soldi dei cittadini devono tornare alla comunità sotto forma di sicurezza e opportunità. Chiediamo al Sindaco Malcangio - concludono dal Comitato - di smettere di trattare il bilancio come un salvadanaio per la campagna elettorale e di iniziare finalmente a progettare il futuro di Canosa».


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