
Politica
Cinemuseo “Lino Banfi”, Alfieri (PD): “Si continua a rendere la città piccola e irrilevante”
La nota del segretario cittadino del Partito Democratico
Canosa - martedì 15 settembre 2026
20.16 Comunicato Stampa
"La narrativa dell'onorevole Ventola sul cine-museo ci sembra quella con cui vent'anni fa, ha promesso il "San Giorgio Village", ingannando migliaia di canosini e canosine. Non se ne può più di bugie e promesse da campagna elettorale, la città ha bisogno di investimenti seri, di sviluppo e di tornare ad essere attrattiva. Vent'anni fa avevo appena 3 anni ma per fortuna la memoria storica di molti canosini e la memoria giornalistica resta viva nel tempo. Questa tattica "elettorale" - spiega il segretario del Partito Democratico locale Pasquale Alfieri - sembra un film già visto: posti di lavoro, turisti, visitatori, sviluppo tecnologico. Alla fine? Il nulla cosmico!
L'onorevole Ventola, intervenuto per prendere le difese dell'idea di realizzare il cine-museo in piazza Galluppi, racconta una realtà idilliaca che non esiste. Mentre in città si respira un'aria di rassegnazione, la maggioranza, guidata dall'esponente di FDI, promette l'impossibile vendendolo per assicurato. Per il bene del futuro della mia generazione, che vuole crescere in questa città, ritengo opportuno fare chiarezza su alcune false promesseelettorali.
Piazza Galluppi è la piazza di commercio storica della nostra città, che vede ancora oggi decine di commercianti ogni mattina alzare la saracinesca e assicurare un posto di lavoro a diverse persone, e quindi uno stipendio a diverse famiglie. Riqualificare un'area, non significa stravolgerne la sua natura. Anche perché la narrativa della riqualificazione è palesemente una "pezza a colori" (come si dice dalle nostre parti): poiché non è riuscita l'operazione "Scorpion" (avviata e conclusa in modo del tutto opaco) allora avete pensato di spostare l'attenzione su Piazza Galluppi. Non solo, e condivido, è mutato il modo di fare la spesa dei consumatori, a questo si è aggiunto il totale disinteresse dell'amministrazione Malcangio nei confronti dei commercianti di piazza Galluppi. Con questo progetto non riqualificherete piazza Galluppi, piuttosto ne certificherete la morte. Non riesco poi a comprendere, tutta la fretta che ha caratterizzato i processi. Il progetto, che resta comunque discutibile perché uccide il commercio di piazza Galluppi, è stato candidato ad un bando per un finanziamento regionale. Bene. Perché non aspettare l'esito di quel bando? Perché accelerare utilizzando risorse comunali?
Sarebbe opportuno poi - prosegue Alfieri - per chi fa Politica, che non provi a mischiare le carte per provare a confondere l'opinione pubblica. La cifra vincolata ad investimenti è quella che avete ricavato dalla(incomprensibile) vendita dei locali in zona 167 (scelta della maggioranza di centro-destra) ovvero 2.160.000,00 €, i restanti 963.055,85 € provengono dal bilancio comunale; quindi, non sono soggetti a nessun vincolo. Perché dovremmo spendere circa 1 milione di euro delle casse comunali per questa opera? Non avremmo potuto investirli in modo migliore? Magari per la manutenzione delle strade, per altri progetti infrastrutturali e di sviluppo commerciale, magari per le politiche giovanili, oppure per provare a ridurre, anche se di poco, la TARI che grava sul portafoglio di tanti nostri concittadini.
Dalle dichiarazioni dell'on. Ventola, inoltre, apprendiamo che:l'opera una volta terminata verrà affidata in gestione a soggetti esterni, quindi ad un privato. Quindi, se non ho capito bene: mentre la nostra città vede fuggire giovani menti, mentre la qualità della vita si abbassa, la popolazione decresce sempre più rapidamente, gli stipendi sono bassissimi, i servizi sono scarsi, noi decidiamo di spendere 3,1 milioni di euro per un'opera che poi affideremo ad un privato.
Resto poi incredulo - scrive Alfieri - difronte a chi continua a difendere e a rivendicare l'idea di vendere i locali dove oggi sorge il supermercato DESPAR in zona 167. Il fitto annuo portava alle casse comunali 150.000 €, mentre l'onorevole Ventola vanta cheda adesso e per sempre, da quella struttura il Comune incasseràl'IMU. Bisogna però spiegare alla città che l'IMU che il Comune di Canosa incasserà, saranno briciole rispetto ai 150.000 € annui. Dell'1,06 % che è l'aliquota IMU del nostro Comune, lo stato prenderà per sé lo 0,76%, mentre nelle nostre casse resterà lo 0,30%. Torno a ripetere, briciole.
Voglio essere estremamente sincero, nessuno mette in dubbio la grandezza artistica e umana di Lino Banfi, che nel corso della sua carriera ha unito e mai diviso, diventato poi per tutto il Paese la figura di un nonno amorevole. Il punto non è l'intitolazione a Lino Banfi, ma l'utilità dell'opera in sé. Quanto serve, ora, a questa nostra città un cine-museo? La domanda non è Banfi sì o Banfi no, il vero interrogativo è: ci serve questo cine-museo? Realizzareil cine-museo in piazza Galluppi, non solo denatura la tipicità storica di quella piazza, non contribuisce nemmeno a riqualificare il centro storico, abbandonato a sé stesso da vent'anni a questa parte e utilizzato solo per i video in campagna elettorale. La città è stremata difronte a queste false promesse. Il piano di gestione presentato prevede inoltre numeri irrealizzabili. Mentre il mondo del cinema è in crisi in tutta Italia, il cine-museo di Canosa dovrebbe eccellere per la sua affluenza. Mentre il mondo associativo è sempre più ristretto e povero, a Canosa prevediamo grandi utilizzi della sala tanto da fruttare 18.000 euro annui. Tutto questo per garantire appena 3 posti di lavoro come nucleo fisso, mentre mandiamo a casa commercianti e lavoratori di piazza Galluppi. Non accettiamo assolutamente che i cittadini contrari a questo sperpero di denaro vengano etichettati come persone "in mala fede", non potete essere voi a decidere cosa è giusto o meno pensare di un'opera pubblica. Chi, come noi, ha letto il business plan ed era contrario a priori, adesso lo è di più, perché ha letto una realtà ipotetica irrealizzabile.
Se, come dice l'onorevole Ventola, tra il 2012 e il 2022 non si è fatto niente per rimettere in piedi il commercio in piazza Galluppi, potremmo dire lo stesso del periodo tra il 2023 e il 2026, targato Malcangio. È ora di rimboccarsi le maniche, non di arrendersi, è il momento di riportare il piccolo commercio di prossimità in piazza Galluppi, non di gettare la spugna promettendo un'operadispendiosa ed economicamente insostenibile. Nessuna promessa da campagna elettorale, nessun volo pindarico da 3 milioni di euro, basta fumo negli occhi. Il Partito Democratico non accetterà questa vostra rassegnazione difronte alla situazione commerciale difficile di piazza Galluppi, noi non getteremo la spugna come state facendo voi, non permetteremo che decine di commercianti abbassino per sempre la saracinesca. La città è stanca delle stesse promesse irrealizzabili, non consentiremo che la stessa narrazione di vent'anni fa sull'opera "San Giorgio Village" inganni ancora migliaia di cittadini e cittadine. Non basta promettere posti di lavoro, investimenti faraonici, incassi milionari, sviluppo tecnologico, perché poi si finisce per ingannare la città. I canosini e le canosine non sono "in mala fede" - conclude Alfieri - hanno semplicemente sviluppato gli anticorpi difronte ad una politica cittadina che da sempre promette di "fare grande questa città" ma continua a renderla sempre più piccola e irrilevante".
L'onorevole Ventola, intervenuto per prendere le difese dell'idea di realizzare il cine-museo in piazza Galluppi, racconta una realtà idilliaca che non esiste. Mentre in città si respira un'aria di rassegnazione, la maggioranza, guidata dall'esponente di FDI, promette l'impossibile vendendolo per assicurato. Per il bene del futuro della mia generazione, che vuole crescere in questa città, ritengo opportuno fare chiarezza su alcune false promesseelettorali.
Piazza Galluppi è la piazza di commercio storica della nostra città, che vede ancora oggi decine di commercianti ogni mattina alzare la saracinesca e assicurare un posto di lavoro a diverse persone, e quindi uno stipendio a diverse famiglie. Riqualificare un'area, non significa stravolgerne la sua natura. Anche perché la narrativa della riqualificazione è palesemente una "pezza a colori" (come si dice dalle nostre parti): poiché non è riuscita l'operazione "Scorpion" (avviata e conclusa in modo del tutto opaco) allora avete pensato di spostare l'attenzione su Piazza Galluppi. Non solo, e condivido, è mutato il modo di fare la spesa dei consumatori, a questo si è aggiunto il totale disinteresse dell'amministrazione Malcangio nei confronti dei commercianti di piazza Galluppi. Con questo progetto non riqualificherete piazza Galluppi, piuttosto ne certificherete la morte. Non riesco poi a comprendere, tutta la fretta che ha caratterizzato i processi. Il progetto, che resta comunque discutibile perché uccide il commercio di piazza Galluppi, è stato candidato ad un bando per un finanziamento regionale. Bene. Perché non aspettare l'esito di quel bando? Perché accelerare utilizzando risorse comunali?
Sarebbe opportuno poi - prosegue Alfieri - per chi fa Politica, che non provi a mischiare le carte per provare a confondere l'opinione pubblica. La cifra vincolata ad investimenti è quella che avete ricavato dalla(incomprensibile) vendita dei locali in zona 167 (scelta della maggioranza di centro-destra) ovvero 2.160.000,00 €, i restanti 963.055,85 € provengono dal bilancio comunale; quindi, non sono soggetti a nessun vincolo. Perché dovremmo spendere circa 1 milione di euro delle casse comunali per questa opera? Non avremmo potuto investirli in modo migliore? Magari per la manutenzione delle strade, per altri progetti infrastrutturali e di sviluppo commerciale, magari per le politiche giovanili, oppure per provare a ridurre, anche se di poco, la TARI che grava sul portafoglio di tanti nostri concittadini.
Dalle dichiarazioni dell'on. Ventola, inoltre, apprendiamo che:l'opera una volta terminata verrà affidata in gestione a soggetti esterni, quindi ad un privato. Quindi, se non ho capito bene: mentre la nostra città vede fuggire giovani menti, mentre la qualità della vita si abbassa, la popolazione decresce sempre più rapidamente, gli stipendi sono bassissimi, i servizi sono scarsi, noi decidiamo di spendere 3,1 milioni di euro per un'opera che poi affideremo ad un privato.
Resto poi incredulo - scrive Alfieri - difronte a chi continua a difendere e a rivendicare l'idea di vendere i locali dove oggi sorge il supermercato DESPAR in zona 167. Il fitto annuo portava alle casse comunali 150.000 €, mentre l'onorevole Ventola vanta cheda adesso e per sempre, da quella struttura il Comune incasseràl'IMU. Bisogna però spiegare alla città che l'IMU che il Comune di Canosa incasserà, saranno briciole rispetto ai 150.000 € annui. Dell'1,06 % che è l'aliquota IMU del nostro Comune, lo stato prenderà per sé lo 0,76%, mentre nelle nostre casse resterà lo 0,30%. Torno a ripetere, briciole.
Voglio essere estremamente sincero, nessuno mette in dubbio la grandezza artistica e umana di Lino Banfi, che nel corso della sua carriera ha unito e mai diviso, diventato poi per tutto il Paese la figura di un nonno amorevole. Il punto non è l'intitolazione a Lino Banfi, ma l'utilità dell'opera in sé. Quanto serve, ora, a questa nostra città un cine-museo? La domanda non è Banfi sì o Banfi no, il vero interrogativo è: ci serve questo cine-museo? Realizzareil cine-museo in piazza Galluppi, non solo denatura la tipicità storica di quella piazza, non contribuisce nemmeno a riqualificare il centro storico, abbandonato a sé stesso da vent'anni a questa parte e utilizzato solo per i video in campagna elettorale. La città è stremata difronte a queste false promesse. Il piano di gestione presentato prevede inoltre numeri irrealizzabili. Mentre il mondo del cinema è in crisi in tutta Italia, il cine-museo di Canosa dovrebbe eccellere per la sua affluenza. Mentre il mondo associativo è sempre più ristretto e povero, a Canosa prevediamo grandi utilizzi della sala tanto da fruttare 18.000 euro annui. Tutto questo per garantire appena 3 posti di lavoro come nucleo fisso, mentre mandiamo a casa commercianti e lavoratori di piazza Galluppi. Non accettiamo assolutamente che i cittadini contrari a questo sperpero di denaro vengano etichettati come persone "in mala fede", non potete essere voi a decidere cosa è giusto o meno pensare di un'opera pubblica. Chi, come noi, ha letto il business plan ed era contrario a priori, adesso lo è di più, perché ha letto una realtà ipotetica irrealizzabile.
Se, come dice l'onorevole Ventola, tra il 2012 e il 2022 non si è fatto niente per rimettere in piedi il commercio in piazza Galluppi, potremmo dire lo stesso del periodo tra il 2023 e il 2026, targato Malcangio. È ora di rimboccarsi le maniche, non di arrendersi, è il momento di riportare il piccolo commercio di prossimità in piazza Galluppi, non di gettare la spugna promettendo un'operadispendiosa ed economicamente insostenibile. Nessuna promessa da campagna elettorale, nessun volo pindarico da 3 milioni di euro, basta fumo negli occhi. Il Partito Democratico non accetterà questa vostra rassegnazione difronte alla situazione commerciale difficile di piazza Galluppi, noi non getteremo la spugna come state facendo voi, non permetteremo che decine di commercianti abbassino per sempre la saracinesca. La città è stanca delle stesse promesse irrealizzabili, non consentiremo che la stessa narrazione di vent'anni fa sull'opera "San Giorgio Village" inganni ancora migliaia di cittadini e cittadine. Non basta promettere posti di lavoro, investimenti faraonici, incassi milionari, sviluppo tecnologico, perché poi si finisce per ingannare la città. I canosini e le canosine non sono "in mala fede" - conclude Alfieri - hanno semplicemente sviluppato gli anticorpi difronte ad una politica cittadina che da sempre promette di "fare grande questa città" ma continua a renderla sempre più piccola e irrilevante".


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